Un ricordo dell’artista recentemente scomparso

Scritto da Stefano Giraldi |    Marzo 2018    |    Pag. 38, 39

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Giampaolo Talani

Tutti coloro che arrivano in treno a Firenze alla stazione di Santa Maria Novella, non possono fare a meno di vedere, nell’atrio, il grande dipinto Partenza del pittore toscano Giampaolo Talani, scomparso quest’anno all’età di 63 anni.

L’ho conosciuto all’inaugurazione del dipinto avvenuta qualche anno fa, e in quell’occasione gli feci una breve intervista.

Come e quando hai iniziato la carriera d’artista?

«Praticamente da sempre, da quando sono nato: a sette, otto anni facevo già i disegni, volevo fare il fumettista. A quattordici anni feci una terribile pittura che ancora conservo, un mostro ad olio!».

Ti senti più pittore o scultore?

«Mi sono piacevolmente “sforzato” alla scultura, ma mi definisco pittore. Un pittore che fa anche lo scultore».A questo proposito ricordiamo la bella scultura Rosa dei Venti alla stazione di Santa Lucia a Venezia, poi Fiorenza in Piazza San Jacopino a Firenze, infine Marinaio al Porto di San Vincenzo. Aveva anche in progetto una scultura di 18 metri per il Porto di Miami in omaggio ad Amerigo Vespucci.

Come è nata l’idea del tuo grande dipinto alla stazione di Santa Maria Novella di Firenze?

«Negli anni del liceo artistico, quando da San Vincenzo, dove abitavo, arrivavo in stazione a Firenze e vedevo sempre i dipinti di Ottone Rosai. Anche io volevo fare un dipinto per la stazione di Giovanni Michelucci. Sono riuscito a realizzare questo mio sogno giovanile, spero di realizzarne un altro, che prima o poi questo dipinto possa essere esposto nel Museo del ‘900 a Firenze».

Talani era un irrefrenabile sognatore che portava allegria: uno dei suoi ultimi lavori è stato quello di illustrare il libro Pinocchio. Gli chiesi perché proprio quello, e mi rispose: «Perché Pinocchio è la libertà, la libertà dalle convenzioni e dai lacci e laccioli che imbrigliano tutti gli adulti, ma la libertà anche di dire le bugie!».

Talani ha inseguito sempre i suoi sogni, con la voglia ribalda di mettersi sempre in gioco.

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