… ma anche un aiuto in famiglia

Scritto da Silvia Amodio |    Febbraio 2018    |    Pag. 43

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Foto S. Amodio Animali

«Quando ero bambino passavo molto tempo con mia nonna, nella casa in campagna che ospitava molti animali. In particolare ero affascinato dalla capacità dei piccioni di ritrovare la strada di casa, anche se lasciati a molti chilometri di distanza». Chi si racconta è Lorenzo Torrioli, veterinario con una specializzazione in patologie aviarie e una grande passione per i polli ornamentali. Ci sono fino a 1500 diverse razze avicole in tutto il mondo. «Polli e galline sono tra gli animali più sottovalutati e maltrattati del pianeta - spiega il veterinario -, quando studiavo all’università ci portavano a visitare gli allevamenti intensivi, una vera sofferenza per me. Tornavo sempre a casa con le tasche piene di pulcini altrimenti destinati ad essere eliminati. Purtroppo sono animali selezionati per ingrassare velocemente e vivere solo un paio di anni».


Gallino-terapia

«Se da una parte sono animali molto comuni, dall’altra si conosce ancora poco, soprattutto sulle loro abilità cognitive - aggiunge Torrioli -. Quando ho proposto la mia tesi che prevedeva un percorso di pet therapy con le galline, i professori inizialmente erano molto scettici, poi di fronte ai risultati si sono ricreduti. Ho svolto una tesi sperimentale-compilativa in una scuola elementare di Perugia, frequentata anche da due bambine con importanti disabilità: una affetta dalla sindrome di Rett, una patologia che rientra nello spettro dei disturbi autistici, l’altra tetraplegica. Grazie alla presenza delle galline, che si sono rivelate delle perfette aiutanti terapeute, abbiamo cercato di migliorare le loro capacità tattili e sensoriali attraverso le quali queste bambine si relazionano con il mondo esterno. I risultati sono stati molto incoraggianti e in entrambi i casi ci sono stati miglioramenti a livello fisico, cognitivo ed emotivo».

Probabilmente la passione per le razze ornamentali c’è sempre stata, ma ultimamente si è rafforzata grazie a internet, che consente ai piccoli allevatori di scambiare molte informazioni e rimanere in contatto. La varietà è incredibile, da quelle più grandi come le brahma, che arrivano a pesare 5 chilogrammi e raggiungono un’altezza di 60 cm, alle più piccole e docili serama, grandi come un piccione. Marco Polo intorno al 1275, durante uno dei suoi viaggi in Cina scriveva: «Esistono galline che non hanno piume, ma pelle come pelo nero come quello di un gatto, e che sono completamente nere e grasse, tali da essere una cosa strana da vedere»,riferendosi probabilmente alle moroseta, una delle razze più antiche e oggigiorno apprezzate per il suo aspetto e il carattere docile.

«Una curiosità riguarda la cornuta di Caltanissetta, che deve il nome alla forma della sua cresta simile alle corna di un bue, una razza quasi estinta in Sicilia, le cui origini si perdono nei millenni - racconta Torrioli -. Grazie alla determinazione di un piccolo gruppo di persone, di un parroco e ai racconti dei nonni che se le ricordano perché durante la festa del patrono venivano benedette, è stato fatto il possibile per recuperare la caratteristiche originarie. Ci sono voluti dieci anni e molto impegno. Una leggenda ha dato origine al detto locale “Conservate questa gallina, pena la dannazione eterna”,che ne ha garantito la sopravvivenza: infatti, secondo questa tradizione gli esemplari di cornuta possono essere solo regalati perchéla loro vendita porterebbe una maledizione».


Il pollaio riciclone

In Francia è molto diffuso il pollaio ad uso familiare ed è su questo modello che nel 2014 l’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve ha proposto il progetto “Adotta du’ galline”, ovvero a chi ne faceva richiesta e dimostrava di avere lo spazio adeguato per ospitarle, venivano regalati due esemplari. È stato dimostrato, numeri alla mano, che oltre alle uova fresche che regalano, le galline sono anche molto efficienti nello smaltimento dei rifiuti organici, essendo di base onnivore. Ecco due dati ripresi dal comunicato stampa dell’Unione: «140 kg è la quantità media annua di sostanza fresca vegetale di scarto dalle nostre mense familiari che può essere consumata e smaltita da 2 galline ovaiole; 300 è il numero di uova che possono essere prodotte nell’intera stagione per l’autoconsumo familiare dalle 2 galline ovaiole; 3 kg è la quantità media risparmiata di materiale plastico in un anno per le vaschette portauova non acquistate da una famiglia che alleva 2 galline ovaiole».

Un progetto interessante soprattutto se, insieme alla capacità di smaltire “rifiuti”, viene riconosciuta loro anche quella di essere ottimi animali da compagnia e non solo cibo da servire in tavola.


www.tuttosullegalline.it

L’intervistato

Lorenzo Torrioli

veterinario, San Giustino Umbro (PG)


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