Scritto da Antonio Comerci |    Gennaio 2018    |    Pag. 32, 32

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

funghi rumeni Le lettere dei soci

Mi piacerebbe sapere come mai nei negozi Coop si trovano solo funghi della Romania e non funghi della Toscana.

S. M. Firenze


Ha ragione il socio: la maggior parte dei funghi porcini venduti è di provenienza rumena, bulgara e altre nazioni, dove ci sono maggiori raccolte di funghi. A ottobre siamo riusciti a reperire anche del fungo toscano dalla Garfagnana e dall’Abetone. Le quantità sono molto ridotte e non riusciamo a coprire l’intera rete dei supermercati e, dove arrivano, vengono venduti subito. In Toscana chi raccoglie funghi li tiene per sé o al massimo arrivano al ristorante o al negozio di paese; sul mercato rimane una piccola quantità che non basta minimamente a soddisfare i consumi.


Conviene a chi?

Spessissimo nei negozi Coop su molti articoli viene esposto il cartello tondo marcato in nero, per attirare l’attenzione dell'acquirente, con la scritta “conviene”. Però non c'è nessun riscontro del prezzo originale che invece può indicare quanto in effetti possa convenire. Penso che il giudizio debba essere un’esclusiva di chi acquista.

A. A. – Fiesole (FI)


Il cartellino giallo ”Conviene”, indica una promozione che in genere è riportata nei depliant dove ci sono tutte le informazioni con il prezzo normale di vendita, come nei cartelli posti sopra gli spazi dove ci sono tutti i prodotti in offerta. Negli scaffali il cartello serve a ricordare che quello è fra i prodotti in offerta, la convenienza è data dal confronto con i prezzi degli altri prodotti accanto.


Senza Banco

Una semplice chiara domanda: perché Coop.fi non ha aderito alla Colletta Alimentare del 25 novembre? Che delusione andare apposta al super e scoprire che è l'unico che non ha aderito. Ovviamente ci siamo spostati in un altro supermercato dove, altrettanto ovviamente, abbiamo fatto anche la "nostra" spesa.

A. F. – Castelfiorentino (FI)


Noi facciamo la raccolta di alimenti da distribuire a chi ne ha bisogno almeno due volte l'anno, perché in questo modo diamo direttamente quello che i soci e clienti donano alle associazioni presenti sul territorio e completiamo l'offerta con buoni emessi dalla cooperativa per i prodotti freschi e altri alimenti necessari. L’ultima nostra raccolta si è svolta sabato 14 ottobre e ha fruttato 186 tonnellate di prodotti grazie al lavoro duro di centinaia di nostri volontari. Per questo aderiamo alla Colletta promossa da Banco alimentare, quella cui fa riferimento la lettera, solo con una decina di punti vendita più grandi. La Colletta alimentare del 25 novembre è servita soprattutto per i supermercati che non fanno altre iniziative simili nel corso dell’anno.



Diabetici e non lo sanno

Dando per ragionevolmente approssimativa una popolazione toscana di 3.742.000 persone (censimento 2015) e una prevalenza del diabete mellito di 1 caso su 12 persone (Documento SID del 2016) il numero dei diabetici in Toscana potrebbe essere di 312.000 compresi quelli che ancora non sanno di esserlo. Lontani quindi dai 550.000 riportati nell'articolo. Possiamo dunque sostenere che 238.000 toscani stiano facendo gli scongiuri?

B. L. – Castelfiorentino (FI)


Abbiamo chiesto alla dott.ssa Ilaria Dicembrini, intervistata nel numero di ottobre dell’“Informatore” per l’articolo Diabete sotto controllo, di rispondere al socio.

«Sono circa 300.000 i casi di diabete diagnosticati in Toscana, per i quali è stata fatta richiesta di esenzione per malattia cronica e sono il 5% della popolazione. Tuttavia a questi casi vanno aggiunti quelli di diabete non diagnosticato. I dati dell'Italian Barometer Diabetes parlano di una stima dell'8% della popolazione. A questi va aggiunto un altro 5% ad altissimo rischio, quali i soggetti affetti da ridotta tolleranza glucidica o prediabete. E ancora casi di diabete gestazionale per obesità e stile di vita sedentari. Direi che pur utilizzando un termine unico per definire realtà patologiche tra loro molto diverse (dal prediabete al diabete tipo 1, tipo 2 e gestazionale), il numero stimato nell'articolo non si presenta molto lontano dalla reale situazione toscana (vedi www.diabete.com/prevalenza-in-crescita-anche-in-italia). Quindi ha ragione il sig. Lombardo, 238.000 toscani fanno bene a fare gli scongiuri perché sono in prediabete o in gestazione».


Fagioli da fuochi

Ho visto che i fagioli cannellini marca Coop sono prodotti a Sarno, sede del fiume più inquinato d’Europa. Ma sono sicuri?

A. M. Montemurlo


Fin dal 2008 tutti i prodotti provenienti dalla cosiddetta "terra dei fuochi" sono sottoposti a particolari e attenti controlli per assicurare la salubrità sui prodotti ortofrutticoli e per latte e derivati. In particolare è sotto controllo il rischio Pcb, diossine. Attraverso il controllo della filiera, Coop è a conoscenza di tutte le aziende agricole che concorrono alla produzione dei nostri prodotti a marchio. Nel caso dell'ortofrutta fresca a marchio, conosciamo anche le coordinate satellitari dei diversi appezzamenti. Su tutti i prodotti ortofrutticoli freschi confezionati a marchio Coop viene riportato, oltre al paese d'origine (requisito obbligatorio per legge), anche la regione e il codice dell'azienda di produzione. Maggiori informazioni: http://www.e-coop.it/web/guest/terra-dei-fuochi . (ufficio Qualità Unicoop Firenze)


Sospettata numero uno

Un paio di mesi fa (o giù di lì), mentre facevo la spesa al supermercato Coop, con il Salvatempo ho "sparato" per sbaglio su un codice a barre di una cassa di acqua, ma poi ne ho presa per sbaglio una di un’altra marca. Arrivata alla cassa, ho avuto la rilettura che ha rilevato l’errore. Oltretutto avevo "sparato" su una confezione di acqua più cara di quella che avevo preso! La commessa mi ha avvertito che avrei avuto un’altra rilettura. Invece, le ho avute a tutte le spese seguenti, compresa quella di ieri. Adesso la "pena" mi sembra un po’ eccessiva, mi sono sentita come la sospettata numero uno della Coop. Ragion per cui, ho deciso che non userò più il Salvatempo. Peccato, perché mi piaceva molto, ma mi sembra di aver capito che io non piaccio a lui!

L. B. Chianni (PI)


Abbiamo segnalato ai nostri colleghi il caso, per poter evitare che il socio possa sbagliare nel puntare il lettore Salvatempo nel reparto acque. Il sistema in modo casuale presenta delle riletture con maggiore o minore frequenza e le 4 riletture consecutive della socia possono capitare a prescindere dall’errore dell’acqua.


Radiati e senza pinzo

Sapevo che potevano essere in vendita prodotti ortofrutticoli sottoposti a radiazioni per sterilizzarli, ma a condizione di dichiararlo in etichetta. Mi risulta che oggi si può fare anche senza dichiararlo in etichetta e anche per i prodotti biologici. In Italia, sembra, l’autorizzazione alle radiazioni varrebbe solo per aglio, cipolle e patate. Ho già verificato che tali prodotti bio della Coop non sono stati trattati perché, come si dice in Toscana, mettono il pinzo (germogliano, ndr), ma vorrei conoscere l’atteggiamento di Coop sull’argomento non solo bio.

P. F. email


Confermiamo che tali trattamenti non sono ammessi dai capitolati che i nostri fornitori si impegnano a rispettare sia a livello nazionale per i prodotti a marchio Coop che a livello locale con Unicoop Firenze.


Uova a due a due

Le uova, che prendo rigorosamente biologiche e della linea Coop Vivi verde, ultimamente erano solo in confezioni minuscole da due uova ciascuna. Considerando che in famiglia siamo in quattro sono tutt’altro che pratiche (ma una volta le uova non si vendevano a dozzine?). La vera sorpresa negativa è che dentro l'involucro in carta c'è un ulteriore imballaggio in plastica! Spero proprio che si possa ritornare su questa scelta commerciale.

A. B. Pisa


L’assenza delle confezioni da sei uova della linea Vivi verde era momentanea. La confezione da due uova è consigliata per i single. L’imballo con due materiali serve per non rompere le uova, ed è quella maggiormente utilizzata per le confezioni da due. Comunque i due materiali sono separati e quindi riciclabili nel cassonetto della carta e quello della plastica.


Marroni nani

Sono rimasto sorpreso quando ho acquistato presso la Coop i marroni del Mugello Igp. Mi aspettavo i consueti marroni belli grossi e mi sono trovato invece una sorta di micro castagne grosse come un’oliva. Solo il prezzo era quello dei marroni Igp. Peccato che debba aspettare un intero anno per riassaggiare le bruciate fatte coi marroni, quelli veri.

M. G. - Firenze


Quest’anno per i marroni è stata un’annata con frutti più piccoli rispetto a quelli ai quali eravamo abituati. La prolungata siccità estiva infatti è stata determinante per le dimensioni del frutto e la dolcezza.


Interessi e prestito

Gli interessi che vengono riconosciuti ai soci prestatori si sono continuamente ridotti, sino a raggiungere la misura ridicola dello 0,30% netto. Le motivazioni che avete ripetutamente comunicato sono sempre le solite e cioè che il mercato dei tassi si è progressivamente ridotto su tutti gli strumenti finanziari. Ho notato andando su Internet al vostro sito che i depositi dei soci alla Coop si sono notevolmente ridotti negli ultimi anni, quindi i soci hanno dimostrato una certa disaffezione ad investire i propri risparmi da voi.

G. A. R. – Fiesole (FI)


Gli investimenti sicuri rendono poco, anzi… meno di zero. Per avere un rendimento con segno positivo con i Titoli di Stato occorre comprarne con scadenza a quattro anni se italiani e otto se tedeschi. Quindi lo 0,30% al netto delle imposte è da ritenere un tasso buono, perché comunque si ottiene un tasso positivo e poi sono somme prontamente disponibili, con il preavviso di legge. Se poi il socio ha la possibilità di vincolare per 18 mesi le somme versate, ottiene da noi lo 0,89% netto (1,20% lordo).

È vero, come dice il socio, che il Prestito sociale è diminuito negli ultimi anni. Infatti, la cooperativa non lo ha in alcun modo incoraggiato per vari motivi. Abbiamo abbastanza liquidità e patrimonio per far fronte agli investimenti per lo sviluppo e per l’adeguamento della rete di vendita. Avere meno debiti (e l’Unicoop Firenze ha un solo grande debito: quello verso soci) è più tranquillizzante in quanto abbiamo un ammontare di Prestito sociale quasi uguale al patrimonio netto della cooperativa e quindi super garantito.