Fra bandi e contributi contribuisce allo sviluppo del territorio

Scritto da Cecilia Morandi |    Gennaio 2018    |    Pag. 6

Da bambina voleva fare la giornalista, dopo la laurea in lettere a indirizzo storico, il sogno si avvera.

Giornalista professionista, spazia dalla televisione alla carta stampata, dalla produzione di documentari alla cura editoriale.

Collabora con emittenti locali (Rtv38) e nazionali (Tmc2-Videomusic, Raiuno, La7), occupandosi per programmi televisivi di argomenti vari, dall'attualità alla moda, dai viaggi all'alimentazione.

Docente a contratto dell'Università di Firenze, dall'anno accademico 2012-13 insegna agli studenti del Laboratorio di televisione e media digitali del corso di laurea magistrale in Teorie della comunicazione.

Granaio dell’abbondanza

Granaio dell’abbondanza nell’ex caserma Cavalli in piazza Cestello, a Firenze - Foto F. Giannoni

Firenze

Hanno già compiuto 25 anni ma per molti sono ancora oggetto di mistero e c’è chi continua a confonderle con le banche da cui sono originate. In realtà le fondazioni bancarie sono enti autonomi e senza scopo di lucro, finalizzati a sostenere lo sviluppo del territorio. Nascono nel 1992 con la legge Amato che ha privatizzato il sistema del credito e delle casse di risparmio. All’inizio le fondazioni avevano l’intera partecipazione della banca di riferimento, poi questa partecipazione è andata via via diminuendo, fino ad azzerarsi in alcuni casi.

Così è stato per la Fondazione Cassa di risparmio di Firenze che ha un suo presidente, Umberto Tombari, un consiglio di amministrazione, un’assemblea di 160 soci, collegi revisori e probiviri propri, che ne garantiscono l’autonomia decisionale e gestionale. «Non abbiamo più alcuna partecipazione nella Cassa di risparmio di Firenze: il cordone ombelicale che ci legava alla banca madre oggi è stato completamente reciso - precisa Tombari -. Il nostro compito è contribuire allo sviluppo del territorio». Come recita l’articolo 3 dello statuto: «La Fondazione… persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico». In questi 25 anni infatti sono stati erogati con bandi tematici o contributi ordinari circa 663 milioni di euro a 4000 soggetti, fra associazioni, istituzioni ed enti attivi sul territorio fiorentino.


Con quali criteri vengono scelti i progetti da finanziare?

«I settori nei quali interveniamo sono molti: vanno dall’arte al volontariato, dall’istruzione al problema abitativo, dall’ambiente alla ricerca. Abbiamo deciso di sostenere le progettualità strategiche autonome della città, affinché contribuiscano al suo sviluppo nel presente e nel futuro. Per questo siamo molto sensibili al tema della creatività e dell’imprenditoria giovanile, oltre che al recupero degli spazi urbani non utilizzati. Ne è un esempio il Granaio dell’abbondanza nell’ex caserma Cavalli in piazza Cestello, a Firenze, che diventerà la casa delle start up».


Con la costruzione della scuola di Cittareale dopo il sisma del 2016 è nata una collaborazione fra la Fondazione e Unicoop Firenze…

«Credo che la Fondazione debba essere sempre più aperta e in quest’ottica la collaborazione con Unicoop Firenze è molto importante. Vogliamo confrontarci con le forze positive del territorio e Unicoop Firenze lo è. La scuola realizzata in tempi record - la prima ricostruita dopo il terremoto - è un segnale dell’efficacia di questo genere di collaborazioni e della volontà della Fondazione di aprirsi a realtà importanti con cui finora non c’eravamo mai rapportati».


Visto che non c’è più un legame con la banca madre, come si sostiene la Fondazione?

«Gestendo il proprio patrimonio. Le erogazioni annuali sul territorio vengono generate dalla rendita annuale che il nostro patrimonio frutta attraverso una serie di investimenti».


Da cosa è costituito il patrimonio?

«È costituito dalla partecipazione del 2 per cento di Intesa Sanpaolo e da altre risorse liquide investite con partner a livello internazionale in totale autonomia. In questi anni il patrimonio è passato da 639 milioni di euro nel 1992 a 1629 milioni nel 2016».


Per i 25 anni dalla nascita della Fondazione è stata ideata una serie di eventi rivolti a Firenze e ai suoi cittadini, culminata nel grande concerto al Mandela Forum con 500 musicisti delle orchestre giovanili fiorentine sul palco e 6000 spettatori nel pubblico. Nonostante le tante iniziative e il passare degli anni, sono ancora in tanti a confondere la Fondazione Crf con la banca da cui è originata. «Ci telefonano per chiedere un mutuo o per risolvere problemi con i direttori delle filiali della Cassa di Risparmio di Firenze - racconta Tombari -. Approfitto dell’occasione per ribadire che con la banca non abbiamo più alcun legame e che siamo un soggetto non profit: noi non facciamo utili, ma la rendita del nostro patrimonio viene direttamente riversata sul territorio».


L’intervistato

Umberto Tombari, presidente Fondazione Crf


Bando

Vai col verde

C’è tempo fino al 23 gennaio per partecipare al bando della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze per dare nuova vita ad aree verdi in condizioni di degrado o sottoutilizzate. Al bando Paesaggi comuni possono partecipare associazioni, comitati di quartiere e mondo del volontariato per proporre interventi di impianto di nuove piante, messa a norma o valorizzazione del verde esistente, di recupero di parchi giochi o arredi e di gestione e cura dell’ambiente. Il tutto su spazi di verde pubblico del Comune di Firenze e abbinando agli interventi sulle piante e sul verde un piano di attività ludiche, culturali, di socializzazione ed educazione ambientale. I progetti vincitori del bando potranno beneficiare di un contributo fino a 50.000 euro ciascuno.

Per informazioni: www.fondazionecrfirenze.it, tel 0555384011, mail paesaggicomuni@fondazionecrfirenze.it