Sono in legno e facili da costruire

Le proposte dell'Arsia per i fabbricati agricoli
Stalle, scuderie, ovili e fienili. Ma anche ricoveri per la sosta dei cavalli e piccoli depositi dove riporre gli attrezzi da orto.
Fienili e stalle fai da te
Tutti costruiti con del buon legno di provenienza toscana: bandito il cemento armato e, in alcuni casi, anche le antiestetiche coperture in metallo.
La proposta è dell'Arsia, l'agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione del settore agricolo e forestale. Il progetto è stato presentato di recente in un convegno a Poppi, per dare risposta all'esigenza di soluzioni architettoniche funzionali e integrate con l'ambiente ed evitare che i paesaggi toscani siano deturpati da fabbricati realizzati con materiali di fortuna.
Reperire la materia prima non è certo un'impresa difficile. Il patrimonio forestale della Toscana è estremamente vario: circa il 47 per cento della superficie regionale (pari a un milione e 86 mila ettari) è infatti ricoperto da boschi. Dalle fustaie e dai cedui invecchiati si ricavano ogni anno 200 mila metri cubi di legname da lavoro e da costruzione: abete, castagno, pino. E soprattutto douglasia (o abete americano), un legno che ben sopporta il peso e non si spacca, e di cui il Casentino è ricchissimo.
«Abbiamo messo a punto sette tipologie di fabbricato agricolo in legno - spiega Giovanni Vignozzi, responsabile del progetto Arsia -. Tutti comunque sono di facile realizzazione e non richiedono l'intervento di manodopera specializzata. Le istruzioni, raccolte in un manuale, spiegano in modo chiaro e dettagliato le varie fasi per il montaggio dei pezzi già predisposti». Le coperture possono essere in erica scoparia, oppure in laminato o in fibrocemento, ma in alcune zone ad alta vocazione paesaggistica il vincolo della Sovrintendenza ai beni ambientali impone tradizionali tetti a tegole rosse.
Tra le diverse tipologie proposte dall'Arsia c'è una scuderia per 12 cavalli, un ricovero per cavalli con 6 poste individuali e locali accessori, un piccolo locale multifunzionale, una stalla per l'allevamento di bovini da carne e ancora un fienile, un ovile e un piccolo deposito per attrezzi da orto.
Al progetto e al manuale ha lavorato anche il dipartimento di Ingegneria agraria e forestale dellíuniversità di Firenze, mentre la Comunità montana del Casentino ha curato la realizzazione di un fabbricato dimostrativo in località Tramonte a Stia, nel Casentino.
«Dopo che i tecnici dei Comuni, ai quali abbiamo sottoposto i progetti, avranno fatto le loro osservazioni, il manuale verrà pubblicato ufficialmente - sottolinea l'amministratore dell'Arsia Maria Grazia Mammuccini -. Dopodiché potremo valutare l'opportunità di attivare dei corsi di formazione per i tecnici delle aziende di tutta la Toscana». Nel frattempo dovrebbe essere approvato il regolamento attuativo della legge regionale, la n. 25 del ë97, che disciplina la costruzione dei fabbricati agricoli. «Ci auguriamo che il legno venga esplicitamente inserito nel regolamento attuativo - conclude Mammuccini -. Siamo sicuri che potrebbe dare un grande impulso alla diffusione di una cultura del legno, ancora così poco praticata nella nostra regione».

Per saperne di più
Contattare l'Arsia e chiedere di Giovanni Vignozzi, tel. 055/2755219 o di Antonio Leti, tel. 0575/907040