Non si paga per entrare nel più grande parco del mondo dedicato all’alimentazione

Scritto da Serena Wiedenstritt |    Gennaio 2018    |    Pag. 4

pasticceri al lavoro a Fico di Bologna

DAL SITO WWW.EATALYWORLD.IT

Bologna

Le fabbriche sono completamente a vista: una vetrata e dietro gli artigiani del cibo che tirano la pasta, preparano il gelato, sfornano biscotti, fanno il formaggio. Non solo: i visitatori possono entrare e imparare i segreti della gastronomia italiana. Provare, mettere le mani in pasta e la forchetta in bocca è la filosofia di Fico, la Fabbrica italiana contadina, aperta a Bologna lo scorso novembre.

Le esperienze sono tante e hanno sempre due facce, da una parte la materia prima, dall’altra il prodotto finito. All’aria aperta la tartufaia con i cani addestrati che cercano il pregiato fungo, dentro a pochi metri i piatti al tartufo. Dallo spazio multimediale dedicato all’uomo e al mare alla degustazione di pesce, c’è una distanza di qualche minuto; dal forno dove si fanno i biscotti al banco per comprarli sono due passi. Dentro c’è il Teatro della carne, nell’area esterna, a puro titolo dimostrativo, ci sono mucche, pecore e conigli; accanto agli ortaggi, al frutteto e alle vigne.


Tutti in giostra

Le sei “giostre” dedicate agli elementi della natura sono degli scrigni multimediali, pensati per calarsi nel mare o per scoprire come l’uomo ha inventato il fuoco e da nomade è diventato agricoltore. Si entra, si resta ammaliati dai cortometraggi della Scuola di cinematografia di Nichetti, si gioca con i tavoli interattivi. Nella prima “giostra” i segreti del fuoco, poi quelli della terra, del mare, degli animali, delle bevande e del futuro. Sono la parte più multimediale di Fico, con elementi di interattività, cortometraggi e percorsi animati. In particolare, nella giostra “L’uomo e il futuro” il visitatore potrà piantare un seme a scelta fra basilico, lattuga riccia, rucola e lattuga cappuccina nell’apposita vasca idroponica. Ogni nuova piantumazione sarà associata a un codice numerico e tramite una app dedicata si potranno seguire tutte le evoluzioni della piantina che, una volta cresciuta, verrà raccolta e consumata all'interno di Fico.

Per i più piccoli c’è il laboratorio permanente con uno spazio dedicato interamente alla creatività, fatto di arte, scienza, materiali e tecniche espressive. I laboratori dell'Agribottega dei bambini a Fico offrono diversi percorsi ed esperienze: dai laboratori del fare a quelli della conoscenza, dalla creazione di oggetti all’educazione all’ascolto e alla pazienza.


A piedi, in bici o in Freccia

I visitatori sono accolti da un muro di mele, che è un invito a scoprire la magia della biodiversità made in Italy. In tutta Europa, come spiega lo staff di Fico, ci sono 1200 varietà di mele, di queste mille sono in Italia, paese con la più grande biodiversità alimentare del mondo.

Fico è anche la festa dell’economia circolare: chi cucina dentro quella che è stata rinominata la Disneyland del cibo, ha l’obbligo di acquistare almeno l’80 per cento degli ingredienti dalle altre aziende presenti. Così la pizza, preferibilmente servita a portafoglio, è fatta con la farina, la passata e la mozzarella di Fico e la pasta è quella stesa sulle spianatoie di Fico.

A Fico la spesa si fa anche in bicicletta, passando per le ciclabili della struttura che collegano tutte le fabbriche. Per gli acquisti più freschi, c’è un mini-frigorifero portatile da caricare sulla bici. I più pigri possono montare sul trenino elettrico, un Frecciarossa in miniatura. Si paga tutto insieme alla fine, a parte quello che si mangia nelle fabbriche e nei chioschi.

L’Italia è protagonista e la puoi girare tutta mangiando anche il “cibo di strada” tipico delle varie regioni, dagli arrosticini abruzzesi alla porchetta, dal lampredotto agli arancini. Ci sono anche i prodotti a marchio Fico, cioè realizzati nelle fabbriche a vista. E se per mantenersi in forma c’è il campetto da beach volley, per curare anche lo spirito c’è il pianoforte, che però attaccata ai tasti bianchi e neri non ha una semplice coda, ma direttamente una cucina con tanto di fuochi a induzione. L’ultima tappa è al bazar, dove si trovano gli accessori, soprattutto i casalinghi, per rendere più alla moda l’arte di cucinare.


Miracolo italiano

L’idea è nata cinque anni fa e ha visto diversi attori mettersi insieme per un traguardo raggiunto a tempo di record, un miracolo nell’Italia della burocrazia e dei ricorsi. La chiave di volta è stata la collaborazione fra il Comune di Bologna, che ha dato la disponibilità dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo che resta pubblica, l’intuizione di Oscar Farinetti di fare una Expo perpetua del cibo che proseguisse il successo milanese e, infine, l’impegno di Coop Alleanza 3.0, rappresentata da Tiziana Primori, da tutti riconosciuta come artefice del miracolo di Fico. Grazie alla sua tenacia e senso pratico, si è riusciti a trasformare una zona inutilizzata nel più grande parco agroalimentare del mondo, completo di 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta, 220 animali e 2000 cultivar, 8 ettari con 40 fabbriche dove si produce a ciclo continuo, oltre 40 luoghi di ristoro, 6 aule didattiche, un centro congressi, cinema e teatro.


Quanto costa

L’ingresso a Fico è gratuito, sono a pagamento le giostre, 2 euro, i prodotti e ciò che si consuma. I corsi costano 20 euro l’ora. Per i soci Coop sconto per l’abbonamento alle 6 giostre (8 euro invece che 10) e del 10% per i corsi e le visite guidate.


Come arrivare

Da Firenze a Bologna in treno AV si arriva in 35 minuti o poco più di un’ora con gli Intercity. Dalla stazione sono a disposizione navette ibride con partenza ogni 30 minuti nei giorni feriali e ogni 20 sabato e festivi, dalle 9.30 alle 0.30. In macchina l’uscita è Bologna Fiera, sulla tangenziale.


Video

Fico apre i battenti da Rai Tg1 del 15/11/17 


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