Dalla Val d’Orsigna nel cuore dell’appennino pistoiese

Scritto da Sara Barbanera |    Gennaio 2018    |    Pag. 18

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Azienda La castagna, fase di lavorazione

Azienda La castagna, fase di lavorazione

Storie d’impresa

La Val d’Orsigna è come una castagna dentro un riccio, dicono i suoi pochi abitanti: per scoprirne la bellezza occorre assaporare, pezzo per pezzo, la storia, il paesaggio e i preziosi frutti di questo territorio dell’Appennino pistoiese fra la Toscana e l’Emilia, noto anche perché primo e ultimo rifugio di Tiziano Terzani, giornalista e scrittore al quale oggi è dedicato l’omonimo sentiero.

Un piccolo Himalaya nel cuore dell'Appennino dove, un po’ per caso un po’ per passione, nel 2009 un gruppo di amici appassionati della zona ha lanciato una scommessa: quella di ripulire i castagneti abbandonati, con il consenso dei proprietari, e in cambio prendere il raccolto delle castagne. Da qui l’idea di riattivare alcuni dei vecchi metati, seccatoi in disuso dove essiccare le castagne per poi ricavarne farina macinata a pietra. Fra i protagonisti della storia anche Patrizia Giardi che, proprietaria di alcuni castagneti e di un mulino, nel 2016 ha deciso di fondare l’azienda La castagna con sede a Case Colonna, un piccolo borgo sopra a Orsigna, come racconta lei stessa: «Il borghetto è composto da 4 case e da una sola famiglia, il mugnaio Claudio e la madre ultranovantenne che abitano lì tutto l’anno. Quanto a filiera, più corta di così non si potrebbe! Lì ci sono i miei castagneti certificati dalla Bioagrest, il mulino e due metati dove le castagne vengono messe appena raccolte e seccate per 40 giorni in maniera tradizionale, tenendo il fuoco acceso sul pavimento giorno e notte e girandole costantemente per non bruciarle. Poi vengono pulite, scelte a mano e macinate: la farina viene setacciata a mano dal mugnaio e confezionata».

Così, dalla prima battitura del 2009 fatta fra amici, è nata una piccola imprenditrice che racconta i primi risultati della neonata attività: «Quest’anno abbiamo raccolto 120 quintali di castagne e prodotto 30 quintali di farina di varietà calaresi, ceppe e pastinesi, le più dolci. Essere presente nei supermercati di zona di Unicoop Firenze è un risultato inaspettato: è la prova che si sta realizzando il sogno di salvare i boschi dell’Orsigna, le tradizioni economiche di un tempo e un lavoro che altrimenti sarebbe sparito in pochi anni, insieme a molti dei nostri preziosi castagneti».


Il nome della Val d’Orsigna è probabilmente legato alla presenza degli orsi: nel più antico statuto pistoiese, il Constitutum consulum del 1117, la valle è citata per la prima volta, con il divieto di disboscare o bruciare. Non si parlava ancora di un centro abitato, ma solo di un “bosco degli orsi” o “degli Orsini”, una famiglia nobile che qui avrebbe avuto dei possedimenti. Il nome divenne poi Ursigna e Ursina nei diplomi imperiali di Federico I (1164) e Federico II (1220) e con il tempo si è trasformato nell’attuale Orsigna.

La farina di castagne del Mulino di Case Colonna Orsigna è disponibile nei punti vendita di Agliana, Borgo a Buggiano, Monsummano Terme, Lucca-Via Puccini, Lucca-San Filippo, Montemurlo, Pistoia, Quarrata, Coop.fi Massa e Cozzile, Coop.fi Empoli-Via Sanzio.


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