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Pisa

Donne in giallo

Scritto da Gabriele Parenti il 24/02/2011

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

In aumento le autrici di polizieschi e noir. Un premio al femminile

Il thriller è, comunemente, considerato un genere letterario tipicamente maschile sia per quanto riguarda gli autori che i protagonisti. Eppure oggi, anche in conseguenza del nuovo ruolo sociale della donna, sono davvero molte le scrittrici di racconti polizieschi. Ma è una realtà ancora poco conosciuta dal grande pubblico: proprio per farla emergere, è sorto a Pisa il Premio Europa, il primo in Italia riservato esclusivamente alla narrativa gialla e noir al femminile. Il Premio giunto quest'anno all'ottava edizione, è organizzato a Pisa dalle associazioni culturali La compagnia del delitto, nota per essere specializzata in teatro giallo interattivo, e dal Gruppo internazionale di lettura. In questi anni ha avuto fortuna anche l'iniziativa, strettamente collegata, dei salotti letterari dedicati al giallo Il delitto si addice a Eva (che prende il nome dal titolo del primo libro di Paola Alberti), organizzati dall'Associazione Arcadia e dall'Assessorato alla cultura del Comune di Pisa.

Lo scopo di questa originale manifestazione voluta dalla scrittrice Paola Alberti, è quello di promuovere l'incontro tra professionisti dell'editoria, della critica letteraria e della scrittura creativa su scala internazionale e le aspiranti scrittrici "di genere". Ospite d'onore dell'evento sarà la professoressa Cristina Cattaneo anatomo-patologa dell'Università di Milano che è intervenuta in molti dei più importanti casi di cronaca nera.
Quando si parla di giallo oggi in Italia, si intende un mondo tutto al maschile; basta pensare ai nomi degli autori, sempre presenti nelle classifiche dei libri più venduti: Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Giorgio Faletti e via dicendo.
Abbiamo fatto a Paola Alberti alcune domande su uomini, donne e gialli.

Insomma anche il giallo non è più monopolio maschile?
«Credo sia ancora lungo il cammino da percorrere in Italia per un riconoscimento reale della scrittura femminile all'interno della narrativa gialla e noir ed è per questo che mi auguro che le "quote rosa" del thriller di casa nostra riescano in questa difficile, ma non impossibile, impresa».

Alcune delle figure più popolari del genere poliziesco sono donne...
«Dalla simpatica e acuta Miss Marple della Christie fino all'anatomo-patologa Kay Scarpetta di Patricia Cornwell, da Anastasija Kamenskaja, ispettore della polizia criminale di Mosca, creata dalla penna di Alexandra Marinina, fino alla poliziotta Petra Delicado di Alicia Gimenez Bartlett, sono tutte straniere. Infatti spesso, in Italia, anche le scrittrici utilizzano personaggi maschili per farli agire come protagonisti all'interno delle loro storie. Ci tengo a sottolineare che dopo aver pubblicato il mio primo libro di racconti gialli nel dicembre 2002 Il delitto si addice a Eva, che ironizzava sulla mancata solidarietà femminile, delineando figure di donne al contempo vittime e assassine, ho introdotto nella mia seconda raccolta di racconti gialli, Lezioni di cattiveria (2006), un'investigatrice, Carmela Cinquemani, pranoterapeuta e sensitiva liberamente ispirata ad una persona reale».

Perché scegliere di scrivere gialli?

«Sono sempre stata affascinata, fin da bambina, dal genere giallo, di cui sono anche un'appassionata lettrice, perché permette di indagare più da vicino in quei "territori di confine" tra il reale e il soprannaturale. Inoltre, come è testimoniato da Camilleri e da altri autori italiani, il giallo può diventare uno strumento per lo scrittore per parlare di altro, per affrontare temi importanti, di grande valore sociale, politico e umano. Quello che manca piuttosto, in Italia, è una scuola del giallo al femminile ed è per questo che c'è la necessità di creare una sorta di "salvagente" per la scrittura "di genere" al femminile».

La presidente Alberti sottolinea, con soddisfazione, che alcune giovani autrici sono approdate ad editori nazionali, che la partecipazione è gratuita, e che sono stati coinvolti personaggi come il giornalista e critico del giallo Luca Crovi, la scrittrice Margherita Oggero (curatrice dell'opera di Conan Doyle e "mamma letteraria" della prof-investigatrice Camilla Baudino) ed un giovane editore toscano come Davide Bisconti.
Due antologie pubblicate dall'editore Laurum dal titolo provocatorio Cattive bambine, raccolgono le opere che hanno vinto le ultime sette edizioni del concorso letterario.

L'intervistata Paola Alberti, scrittrice e regista (nelle foto)

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Marzo 2011

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