I volti femminili di un mondo, quello del vino, prevalentemente maschile

Scritto da Andrea Schillaci |    Marzo 2018    |    Pag. 13

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

Toscana

Una premessa: oggi oltre la metà del vino venduto è acquistato da donne. Un dato significativo e che fa riflettere. Non solo, dai dati di Coldiretti emerge che in Toscana dei 29.000 lavoratori autonomi iscritti all’Inps come Coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, 11.600 sono donne. Questo significa che 2 aziende su 5 sono a conduzione femminile.

Ma facciamo un passo indietro. Nel 1988 una ventina di amiche decisero di unirsi e fondare un’associazione, Le donne del vino. Trent’anni dopo a festeggiare questo anniversario sono oltre 750, vignaiole, imprenditrici, enotecarie, ristoratrici e giornaliste di settore. «La nostra organizzazione - racconta Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale - nacque con vari scopi. In particolare promuovere il ruolo delle donne, accrescere la cultura del vino e il consumo responsabile, favorire iniziative condivise e viaggi di istruzione. Oggi l’associazione è la più grande del mondo e questo è di per sé significativo. Il 28% delle imprese agricole con vigneti è a guida femminile e anche il 24% di quelle della vendita del vino al dettaglio. Sono dati rilevanti e in crescita. Per questo promuoviamo corsi di marketing e comunicazione e di formazione per motivare le donne a candidarsi nei consigli di amministrazione dei consorzi di tutela del vino. Infatti a fronte di un 28% di cantine dirette da donne c’è solo un 10% di presenza femminile nei Cda dei consorzi». A questo proposito un primo risultato, molto importante, è stato raggiunto: da pochi mesi, infatti, a dirigere il Consorzio del Chianti Classico è stata chiamata una donna, Carlotta Gori, laureata in legge e con oltre vent’anni di esperienza all’interno del consorzio, acclamata all’unanimità.

Le donne del vino promuovono anche un’iniziativa per formare chi lavora nei ristoranti a intervenire nei casi di soffocamento da cibo, eventualità non rarissima fra i clienti, in collaborazione con personale ospedaliero. E per festeggiare il trentennale della nascita del sodalizio sono in programma vari eventi in tutta Italia, con una prima festa, il 3 marzo, dedicata a “Donne, vino e cinema”, con degustazioni in cantine e in alcuni cinema, proiezioni di film a tema e produzione di video.

Ma le iniziative legate alle donne imprenditrici non si esauriscono qui: alcuni anni fa è nata “Donne in campo Toscana”, organizzazione collegata alla Cia, la Confederazione italiana agricoltori, la cui attività è finalizzata a migliorare la professionalità delle imprenditrici, a contribuire allo sviluppo delle loro imprese ed alla sicurezza e valorizzazione del loro lavoro e dei prodotti, ad approfondire i problemi attraverso studi, ricerche e convegni. Tra le attività, gli incontri della presidente con le studentesse di alcuni Istituti agrari per parlare del lavoro delle donne in agricoltura, l’iniziativa relativa al progetto “Piantiamola” contro la violenza di genere, in cui insieme alle studentesse sono state realizzate aiuole con piante di lavanda, e la nascita dell’agricatering. «Si tratta di un’esperienza - racconta Anna Maria Dini, responsabile di Donne in campo Toscana - nata in occasione dei nostri incontri e convegni, quando decidemmo di far portare a ciascuna nostra associata i loro prodotti da mangiare insieme. L’esperimento ebbe successo ed è diventata un'occasione di lavoro, dando vita anche all'agriristorante La Ficaia a Massarosa, in provincia di Lucca, dove è stato organizzato tra l’altro un incontro teorico-pratico sull’autodifesa rivolto alle donne, in collaborazione con la Polizia di Stato ed il patrocinio del Comune». Tra le altre iniziative toscane, il nido Lo Spaventapasseri a Castelnuovo Garfagnana, dove i bambini imparano a relazionarsi con gli animali della stalla e con la natura, e l’impegno costante per il mantenimento della biodiversità, sia alimentare che animale.

Info: www.donneincampo.it.

Programma “Donne, vino e cinema” www.festadonnedelvino.it



Le intervistate

Donatella Cinelli Colombini

presidente nazionale Donne del Vino, produttrice di Brunello

Anna Maria Dini

responsabile di Donne in campo Toscana, della Confederazione italiana agricoltori

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