Alla scoperta di nuove colonie di chirotteri, grazie alla collaborazione fra il gruppo di studio de La Specola e la Federazione speleologica Toscana

Scritto da Bruno Santini |    Febbraio 2016    |    Pag. 8

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Speleologi e ricercatori de La Specola - Foto P. Agnelli

Pipistrelli

Do ut des in latino significa “io do affinché tu dia”. E questo è in sintesi l’interessante ‘contratto’ stipulato fra il Museo di storia naturale di Firenze e la Federazione speleologica toscana. A parlarcene è Paolo Agnelli, zoologo e responsabile del Gruppo di studio sui chirotteri dello stesso Museo.

«Grazie anche al nostro progetto “BatBox”, molti ormai sanno che i pipistrelli sono attivi solo durante la bella stagione e che durante l’inverno, quando non trovano più insetti da cacciare, si ritirano in un profondo letargo per resistere a questo lungo periodo di digiuno. Il nostro gruppo del Museo di storia naturale di Firenze studia i pipistrelli da molti anni e buona parte del nostro lavoro consiste proprio nel cercare i loro rifugi invernali in edifici, cavità degli alberi e grotte. Abbiamo così scoperto che sono proprio queste ultime il loro rifugio preferito, il posto dove possono riposare tranquilli, senza sprecare le poche scorte di energia accumulate nel loro grasso corporeo: pensate, solo pochi grammi di grasso per resistere circa quattro mesi senza mangiare! In queste estreme condizioni si calcola che ogni risveglio forzato possa costare al pipistrello quanto un tranquillo mese di letargo. Si capisce allora come un risveglio di troppo, durante l’inverno, possa condannare a morte per fame il malcapitato pipistrello che abbia scelto un rifugio poco tranquillo. Oggi sappiamo che il 75% delle specie che vivono in Toscana sceglie proprio una grotta per trascorrere l’inverno in attesa del ritorno degli insetti a primavera, ed è a questi ambienti che si rivolge la nostra attenzione di ricercatori. Il problema è che in Toscana esistono più di duemila grotte! E la maggior parte di esse non sono per niente facili da esplorare. Ci serviva un aiuto. Per questo ci siamo rivolti a chi di grotte se ne intende davvero: gli speleologi».

«Adesso - prosegue Agnelli - con il loro aiuto, riusciamo a visitare anche le grotte più impegnative e a scoprire nuove colonie di pipistrelli. In cambio, noi zoologi del museo, offriamo le nostre conoscenze per una nuova chiave di lettura del mondo sotterraneo, per lezioni di biospeleologia a beneficio dei nuovi allievi speleologi o per incontri divulgativi che richiamino il pubblico sull’affascinante mondo della speleologia».

Com’è la vita per una colonia di pipistrelli in grotta?

«In due parole direi sociale e tranquilla. La grotta per i pipistrelli è il rifugio perfetto dove ritrovarsi al mattino, dopo una lunga notte di caccia. Il rifugio ideale dove lasciarsi sprofondare nel sonno durante l’inverno, sicuri che nessun predatore “normale” riesca a raggiungerli. Pensate a un barbagianni, a una faina o a un serpente. Per loro, senza la capacità tipica dei pipistrelli di “vedere” nel buio grazie agli ultrasuoni o addirittura senza saper volare, è impossibile raggiungere l’interno profondo di una grotta».

Meno naturale dev’essere, per uno zoologo, muoversi in una grotta!

«Per un “babbano” come me - ci risponde divertito Agnelli - la cosa più difficile è stata quella di imparare a fidarsi della tecnica di progressione speleo. Provate voi a sporgervi su uno strapiombo di decine di metri e poi a lasciarvi andare giù, confidando solo in un elementare e leggero attrezzo che lega la vostra vita a una semplice corda… Però grazie alla rassicurante esperienza degli amici speleo tutto si supera e il senso di esplorazione che si prova ripaga di tutto. E che dire quando finalmente si trova una bella colonia? L’emozione è davvero grande. Centinaia, in qualche caso anche migliaia di pipistrelli appesi alle pareti e alla volta di una vasta camera o di uno stretto cunicolo».

Febbraio è un mese importante per i pipistrelli: perché?

«Siamo ormai alla fine del letargo. Presto le temperature si rialzeranno e i pipistrelli usciranno affamatissimi dai loro rifugi sotterranei. Apprestiamoci ad accoglierli. È questo il momento di ripulire le nostre BatBox e di prepararle all’arrivo dei nuovi inquilini che ci allieteranno con la loro utile presenza nei prossimi mesi di bella stagione, quando potremo vederli vicino alla luce dei lampioni a caccia di insetti».

Ricordiamo che dall’accordo Msn e Fst è nato ToscoBAT. In pratica, attraverso l’assistenza di un programma on-line, si raccolgono le segnalazioni di pipistrelli avvistati dagli speleologi durante le loro escursioni nelle grotte toscane.


L’intervistato

Paolo Agnelli, responsabile del Gruppo di studio sui chirotteri del Museo di storia naturale di Firenze, Sezione di zoologia La Specola

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