Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Settembre 2015    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

Lettere

Dalla parte della Grecia

Stamani nella spesa ho comprato anche un branzino allevato in Grecia (Euro 3,71), olio greco 100% (€ 3,98), yogurt greco (€ 1,39). Se poi trovo verdura, liquori o dolci greci magari li compro. Fatemi sapere. Un modo per sostenere agricoltura, pesca, allevamento di quella nazione. Si cerchi di fare quel che si può a partire da dove si può. Il resto son discorsi...

N. D. C. - Lucca (Lu)

C’è tanta gente che ha mangiato feta anche se non gli piace… tutto fa! Anche la simpatia e la solidarietà hanno il loro peso.

Memoria ed emozione

Per caso i giorni passati ho visto alla Coop il manifesto per la “camminata della memoria” organizzata dalla Coop Valdisieve con l’Anpi e l’Associazione Geo: mi è sembrata una iniziativa interessante e superate le prime titubanze derivate dal fatto di essere solo e con il meteo incerto, mi sono iscritto alla camminata, desideroso di conoscere posti e storie non troppo lontani ma spesso trascurati... È stata un’esperienza veramente emozionante e fra l’altro anche ben organizzata: uno spaccato del nostro territorio e della sua storia, delle nostre tradizioni e una riscoperta dei valori e del sacrificio delle persone per la difesa dei principi dei quali ancora oggi beneficiamo e che è opportuno continuare a difendere e cercare di non dimenticare.

A. B. – San Giovanni Valdarno

Ringraziamo il socio per averci scritto.

Il mistero dei due flaconi

Nel mio solito punto vendita Coop ho cercato di acquistare un litro di detersivo pavimenti sfuso. Avrei voluto utilizzare il contenitore acquistato in precedenza in un altro punto vendita della cooperativa. Presentatomi alla cassa, mi è stato detto che tale riempimento sarebbe stato possibile solo col flacone in vendita in loco, non con altri, seppur acquistati presso altri negozi Coop. Sono stato pertanto costretto a tornare al primo piano e cercare il capo-reparto, il quale, come unica soluzione ha trovato quella di svuotare il flacone che avevo riempito, riversandone il contenuto nell’espositore. Sembra quasi che vi interessi vendere più il contenitore che il contenuto. Il cliente in teoria (e non solo) dovrebbe poter comprare un litro di detersivo anche usando un proprio contenitore, purché con capienza certa.

G. A. – Firenze

Abbiamo due tipi di vendita diversi per i detersivi. I prodotti Millepieni presenti in molti supermercati e i detersivi Vivi Verde Coop; per questo c’è la necessità di vendere i detersivi in due flaconi completamente diversi. I prodotti della linea Millepieni sono prodotti certificati biologici-naturali e vegani che se inseriti in un flacone che presenta anche una minima parte di residuo di altro prodotto si contaminano e non sono quindi in grado di mantenere quanto riportato nelle caratteristiche del prodotto e nella certificazione dello stesso. Ecco che si rende necessario vendere per ogni tipologia il proprio flacone.

Fagioli pregiati con muffa

Circa 2 mesi fa ho acquistato un sacchetto di fagioli Scritto di Lucca della cooperativa L’Unitaria e al rientro a casa li ho depositati nella dispensa in cucina. Oggi ho notato che a imballo perfettamente integro e scadenza dicembre 2016 i fagioli sono in buona parte avvolti dalla muffa. Vorrei porvi all’attenzione il problema di questo prodotto.

A. L. – Barberino Valdelsa (Fi)

Naturalmente ci siamo scusati e abbiamo rimediato al disagio che ha subito il socio. Nel frattempo si è cercato di scoprire la causa. Il problema è da ricondurre all’andamento climatico dell’estate 2014, caratterizzata da piogge continue dalla fase di maturazione del prodotto fino all’essiccazione. Infatti nel caso della cooperativa L’Unitaria, l’essiccazione avviene naturalmente nel campo, dopo lo sfalcio delle piante. Molto probabilmente non è risultata omogenea, generando l’umidità che in due mesi ha generato la muffa.

Pancetta sparita

Come mai nei reparti gastronomia da almeno un anno non si trova più la pancetta stesa affumicata? Naturalmente ho chiesto ai vari incaricati, ma nessuno ha saputo rispondere.

F. C. - Fucecchio

Il prodotto è uscito dai nostri assortimenti da circa un anno perché le vendite erano molto basse. Il problema non è tanto economico ma di qualità, perché stando troppo al banco perde di freschezza e di sapore.

Tasso vincolato

Ho aperto anni fa un libretto di Prestito sociale presso di voi, che a oggi ha un rendimento di “solo” lo 0,74% netto annuo. Cercando una formula più remunerativa, leggevo il sito Coop Firenze alla voce Prestito vincolato, dove si parla di un rendimento dell’1,48% netto per la durata di 18 mesi. Non mi è chiaro se tale rendimento dell’1,48% netto è per i 18 mesi o se è un rendimento annuo.

S. C. - Firenze

Il rendimento del deposito vincolato è annuo, quindi il doppio del Prestito sociale non vincolato.

Vaschette e carta

Vorrei sapere dove si devono smaltire i contenitori tipo carta in cui mettete i cibi della gastronomia in modo da non sbagliare a fare la raccolta differenziata dei rifiuti.

D. C. – Castelfranco di Sotto (Pi)

In gastronomia utilizziamo svariati contenitori, cerchiamo di rispondere per i principali. Le vaschette utilizzate per i piatti pronti vanno nella raccolta indifferenziata in quanto è carta accoppiata con materiale plastico e non separabile. Stiamo portando avanti un progetto per sostituirli con vaschette in pura cellulosa, quindi in futuro sarà possibile lo smaltimento nell’umido. Per le vaschette trasparenti utilizzate per le salse e i formaggi molli lo smaltimento è nel multimateriale. Se si tratta di carta accoppiata dove vengono serviti i salumi, lo smaltimento va eseguito separando la parte in cellulosa da quella in materiale plastico: la prima va nella carta, la seconda nel multimateriale.
(Marco Ponticelli, Direzione commerciale)

Italiani o europei

Volevo far notare che alcune confezioni di farina a vostro marchio in foto riportano che si utilizzano grani 100% italiani, mentre dall’etichetta dell’operatore Bio risulta che sono usati grani provenienti dall’Unione europea. A chi dobbiamo credere?

F. M. - Firenze

L’Italia è nell’Unione europea quindi non c’è contraddizione. Coop Italia, che cura e fornisce il prodotto a marchio, conferma che il prodotto è rigorosamente italiano. Il Consorzio che certifica che il prodotto è biologico, si limita a dire che il grano è europeo; insisteremo che Ccpb ammetta la dizione “Agricoltura Italia”, per poter cambiare etichetta alla prima occasione.

Rottura di stock

Spesso, purtroppo, non riesco a completare la mia spesa perché i prodotti (in promozione e non) sono in rottura di stock e quindi mancano negli scaffali. Sono consapevole che potrebbe semplicemente trattarsi di una mancanza momentanea ma, in questo caso, si tratta essenzialmente di una vendita persa perché gli impegni mi impediscono di tornare nuovamente al punto vendita. Credo che il leader della distribuzione in Toscana, che opera in uno scenario competitivo di altissimo livello, sempre attento alle esigenze del consumatore e, ancor più, a quelle dei soci, può e deve trovare una soluzione a questo problema.

P. M. – Pisa

Le quantità di prodotti che trattiamo è veramente grande e basta un nonnulla (ritardo nella consegna, guasti alle linee produttive, errore nelle quantità richieste…) perché non ce ne sia a sufficienza per una rete di un centinaio di punti vendita. E questo avviene più spesso, naturalmente, per i prodotti più venduti e per le offerte più allettanti. Quindi, ha ragione il socio, la soluzione del problema quantomeno in buona parte è una priorità per la cooperativa.

Conti e poesia

Nella vita mi occupo di amministrazioni condominiali ma con una grande passione per la scrittura. Mi piacerebbe collaborare con il vostro mensile dedicando nello stesso uno spazio proprio alla poesia. La Toscana è terra fertile per poeti scrittori e comunque per gli artisti in generale e credo che meritino più spazio e più attenzione.

M. R. - Arezzo

L’“Informatore” è mandato ai soci della cooperativa per informarli delle nostre attività e notizie, con un occhio alle informazioni che riguardano la cultura, la storia e l’economia del territorio in cui operiamo. E lo spazio non ci basta mai! Per questo escludiamo la poesia… che è bellissima, ma lontana dai nostri obiettivi principali.

Articolo e preposizione

Nell’ultimo volantino dell’Unicoop Firenze (e non di Unicoop) noto con rammarico che amate usare, e non è la prima volta, il linguaggio di moda privo di articoli determinativi. Non appartengo all’Accademia della Crusca ma è veramente sconveniente veder scritto, per l’iniziativa “Scegli tu”: “...Che troverai in punto vendita…”. Nella lingua toscana si dice: che troverai nei punti vendita. Non c’è bisogno di usare il linguaggio televisivo di moda delle sedi di Milano e Roma che, notoriamente, non conoscono la lingua italiana. Quando ci si vuole riferire a qualcosa di determinato, si deve usare l’articolo determinativo o la preposizione articolata.

Per esempio, se voglio indicare un posto, ancorché generico dove andare, non posso dire “vado in bosco”, ma “vado nel bosco “. Viceversa se voglio mandare a quel paese qualcuno si può dire genericamente: “vai in tasca” e non “vai nella tasca”, perché non ci si vuole riferire alla tasca di un determinato individuo... Almeno in Toscana, soprattutto a Firenze, usiamo l’italiano che ci hanno insegnato i nostri avi e che abbiamo regalato al nostro paese. Cerchiamo di dare il buon esempio e non facciamo le pecore sciocche. Le parole scritte sono molto più impegnative e importanti delle conversazioni amichevoli.

L. S. – Siena

Grazie!

Avocado siciliano

Nell’“Informatore” di maggio ho letto che l’avocado è un frutto tropicale dell’America centrale che si coltiva anche in Indonesia, Israele e Stati Uniti. Ebbene nell’ultimo anno, ben 2 volte sul programma Linea verde in onda la domenica su Rai 1 ho visto che l’avocado viene coltivato anche in Sicilia a tonnellate. Tutta la produzione viene esportata nei Paesi del Nord Europa; perché non viene venduto nei vostri punti vendita?

G. R. - Bagno a Ripoli

La produzione dell’avocado in Sicilia è un progetto che si sta sviluppando velocemente, ma che ancora non riesce a garantire le quantità necessarie a coprire la nostra rete. Quest’anno nel periodo febbraio-marzo avevamo nei nostri punti vendita avocado di produzione siciliana confezionato in una vaschetta da 500 gr. Compatibilmente con la produzione, cercheremo anche per il prossimo anno di garantire quanto più a lungo possibile la presenza di questo prodotto.