In città una rete di defibrillatori. Uno anche alla Coop delle Grondaie

Scritto da Sara Barbanera |    Febbraio 2016    |    Pag. 29

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Il gruppo "Progetto Sidecar"

Siena

Salute, solidarietà e scienza, riunite sotto il nome di Sidecar, acronimo che sta per “Siena, defibrillatori, cardioprotezione”: questi i tre punti cardine del progetto “Siena città cardioprotetta” che è ufficialmente partito lo scorso dicembre sul territorio cittadino, e al quale ha aderito anche la locale sezione soci Coop.

Il progetto prevede una rete di defibrillatori semiautomatici esterni e, parallelamente, una rete di cittadini formati all’uso di questo strumento salvavita.

Dopo l’installazione delle prime sette postazioni nel dicembre scorso, è partita la formazione dei volontari. Si tratta di un progetto sociale e solidale, diretto a tutta la popolazione, messa in condizione di salvare una vita con le proprie mani, perché la città sia un luogo amico più sicuro, in cui ciascuno si prende cura degli altri.

La Coop di Via delle Grondaie a Siena - Foto di M. D'Amato

La sezione soci Coop di Siena fin da subito ha sostenuto l’iniziativa, anche con una cena di autofinanziamento organizzata con la collaborazione dei dipendenti del punto vendita Coop, come spiega Giampiero Pacchierotti, presidente della sezione soci: «Abbiamo sposato il progetto perché era già nostra intenzione installare un defibrillatore: è uno strumento utile in un luogo molto frequentato come il supermercato. In attesa dell’installazione, ci stiamo organizzando perché i corsi di formazione siano realizzati anche presso di noi. Oltre all’utilità pratica, è un’occasione per mettersi a disposizione degli altri, un modo per rompere il muro di indifferenza e impotenza di fronte a situazioni critiche in cui in gioco c’è una vita, legata ai pochi secondi che fanno la differenza».

La tempestività è in effetti fondamentale, come spiega il professor Sergio Mondillo, direttore della Cardiologia universitaria di Siena e uno dei responsabili del progetto: «Il tempo cruciale di intervento è di 4-5 minuti, dopo i quali le speranze di salvare la persona si riducono del 10% per ogni minuto in più. È difficile che i servizi di emergenza possano raggiungere tutto il territorio in 5 minuti e, nella fase del primo soccorso, i presenti fanno la differenza. Siamo partiti dal centro e installeremo i defibrillatori in tutta la provincia, in particolare nelle zone dove i tempi di intervento del 118 sono più lunghi».

«Siena è la seconda città cardioprotetta in Italia – continua il professor Mondillo - dopo Piacenza dove in 15 anni sono stati installati 570 defibrillatori e addestrati 8000 volontari non medici, con il risultato di 103 vite salvate, un caso che è citato nelle letterature scientifiche. Il corso di formazione è di 5 ore nelle quali spieghiamo cosa fare nell’emergenza. Nell’intervento del volontario non c’è nessun abuso della professione medica, perché è il defibrillatore a fare la diagnosi: una volta appoggiato sul paziente, l’apparecchio riconosce se il cuore è in arresto, dà istruzioni vocali su cosa fare e non eroga la scarica elettrica se non si tratta di arresto cardiaco. Questo sistema semiautomatico ha permesso in pochi anni di passare dal 5% al 50% di vite salvate».

Sidecar ha un sistema di telecontrollo che manda alla centrale informazioni sul suo stato di efficienza. Appena il defibrillatore viene tolto dalla teca, scatta un allarme al 118 e un sms a tutti i volontari registrati.

L’ubicazione è quindi un elemento strategico per la riuscita del progetto, come spiega Mondillo: «è fondamentale, come nel caso della Coop, che gli apparecchi siano in aree esterne accessibili sempre, anche a negozio chiuso. Il progetto è alla portata di tutti, ma la sua riuscita dipende anche dalla nostra capacità di informare e sensibilizzare: se passerà il messaggio che gli altri siamo noi, allora il progetto si tradurrà in solidarietà concreta e in una maggiore qualità della vita dei cittadini».

Defibrillatori

Sono presenti presso i punti vendita di Arezzo, Cascina, Lastra Signa, Montecatini Terme, Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Sansepolcro, Sesto Fiorentino. È in via di definizione l’installazione presso altri due punti vendita.

L'intervistato

Professor Sergio Mondillo, direttore della Cardiologia universitaria di Siena.