Filiera corta
Dal chicco al pane
Scritto da Antonio Comerci il 27/03/2012
Il progetto per realizzare un centro di produzione per i prodotti da forno a filiera corta: dal campo di grano, al pane nei supermercati

Un pane tutto toscano, all'insegna della qualità e della filiera corta. È questo il progetto che Unicoop Firenze si appresta a realizzare, in accordo con partner privati, associazioni del mondo agricolo e Regione: un vero e proprio centro di produzione per i prodotti da forno, da distribuire poi nei punti vendita.
«L'obiettivo - afferma Giulio Bani vice presidente del consiglio di gestione dell'Unicoop Firenze - è creare un centro di produzione completo, dal chicco di grano al pane sfornato, in grado di garantire prodotti di qualità a costi certi e contenuti, grazie anche a operazioni trasparenti mirate a stabilizzare il prezzo del grano. In questo modo forniremo un vasto assortimento di prodotti da forno finiti e semilavorati con standard qualitativi elevati ed omogenei. Questo ci consentirà di potenziare il settore dei prodotti da forno su larga parte della rete di vendita».
L'offerta del settore forneria, presente sulla nostra rete di vendita, verrà così arricchita e ampliata mantenendo comunque inalterato l'attuale rapporto con i piccoli fornitori locali.

(Foto di F. Chiti)
Polo agroalimentare
Il nuovo Polo produttivo sorgerà in un'area di oltre 20 ettari nel comune di Castelfiorentino. Un luogo strategico fra le zone di produzione cerealicola e le grandi aree urbane della regione, e dunque funzionale anche dal punto di vista logistico.
«Il grosso della produzione di grano in Toscana - dice Bani - è nella provincia di Siena, con ampie zone anche nelle province confinanti, come Arezzo, Grosseto, Pisa e Firenze. Insomma la Val d'Elsa si pone come apice Nord di questa ampia area cerealicola, protesa verso le zone più densamente abitate della Toscana e quindi i maggiori centri di consumo».
Per la realizzazione e gestione del Polo produttivo è stata costituita una società di scopo (Cerealia), tra Unicoop Firenze e un soggetto privato (la famiglia Tognetti).
L'investimento complessivo è di oltre 50 milioni di euro.
Rapporto diretto
La novità è che ci saranno rapporti diretti con i coltivatori di grano sul territorio toscano. Il progetto vuole infatti contribuire a dare nuove prospettive ad un importante settore dell'agricoltura toscana quale quello cerealicolo.
Nel Polo vedranno la luce: un centro di stoccaggio del grano, un molino di trasformazione, lo stabilimento di panificazione, e (in futuro) un impianto di produzione energetica da biomasse, cogenerazione, fotovoltaico per il quale esiste un progetto in progress con l'università di Pisa. Si tratta di un'incisiva operazione di valorizzazione e sviluppo dell'economia locale, e del settore cerealicolo toscano in particolare, ma anche di un intervento con forti contenuti innovativi.
«Il mercato dei cereali, negli ultimi tempi - ci dice Franco Cioni, direttore Soci e Strategie dell'Unicoop Firenze e consigliere d'amministrazione di Cerealia - è caratterizzato da logiche speculative che mettono in difficoltà sia gli agricoltori che i consumatori. Ai primi si vuole dare la certezza del prezzo e degli investimenti, con la speranza di recuperare almeno una parte di quel 20% di terreno seminativo che si è perso in Toscana negli ultimi 10 anni. Ma anche la possibilità di tornare a coltivare quei grani tradizionali che erano di casa in Toscana fino agli anni ‘60, con minori percentuali di glutine, e con metodi rispettosi dell'ambiente a tutto vantaggio della salute del consumatore».

(Foto di C. Valentini)
Il molino, in particolare, accanto ad un impianto industriale di ultima generazione per la produzione di farina di qualità e a costi contenuti, sarà dotato perfino di macine in pietra per la produzione artigianale di farine di grani speciali (varietà autoctone e bio).
Una filiera cortissima, insomma, in grado di ridurre i costi d'intermediazione, di trasporto, di stoccaggio e di gestione degli impianti. Una filiera che è anche ecosostenibile per la riduzione dell'impatto ambientale.
Di tutto di più
La produzione del nuovo panificio prevede un vasto assortimento di prodotti: si va dal fresco confezionato, (pane toscano, siciliano, pugliese di grano duro, integrale...) ad altri prodotti da forno che arricchiranno l'offerta della rete di vendita assecondando le tendenze di mercato e le esigenze dei consumatori. «Le famiglie italiane stanno progressivamente ampliando la varietà di pane consumato - afferma Bani -, con conseguente aumento della vendita dei formati di pane più piccoli a scapito anche dei formati più grandi. I prodotti da forno rappresentano l'oggetto sia di acquisti abitudinari che d'impulso; da qui la necessità di offrire una gamma di prodotti capace di suscitare un alto livello di gradimento».

(Foto di C. Valentini)
Freschi di Toscana: il pane
Video realizzato per InformaCoop, la trasmissione televisiva di Unicoop Firenze, 3-5 marzo 2012

