Una buona legge per salvare il cibo dalla spazzatura

Scritto da Andrea Segrè |    Febbraio 2018    |    Pag. 3

Professore ordinario di Politica agraria all’Università di Bologna e fondatore di Last Minute Market.

È anche presidente del Centro agroalimentare di Bologna e della Fondazione Fico per l’educazione alimentare e alla sostenibilità, oltre che presidente della Fondazione Edmund Mach-Istituto agrario di San Michele all’Adige (TN). Il suo ultimo saggio si intitola: Il gusto per le cose giuste. Lettera alle generazione Z (Mondadori, 2017).

(www.andreasegre.it)

Raccolta alimentare a Prato

Raccolta alimentare a Prato - Foto M. D'Amato

Consumi

Abbiamo salutato il 2018 festeggiando, ancora una volta, nel segno del paradosso del nostro tempo: fra scarsità e sovrabbondanza, fra sottoalimentazione e spreco, fra povertà e ricchezza. È un circolo vizioso globale: sul piano umano, etico e socio-economico. Ma le conseguenze sono rilevanti anche sul piano ambientale. Ha senso aumentare la produzione di cibo per una popolazione mondiale in forte crescita demografica – si stima più 60, 70 per cento di produzione per sfamare i 9, 10 miliardi di stomaci previsti nel 2050 -– se poi un terzo della produzione stessa non raggiunge mai le tavole?

In Italia dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura, si perdono circa 15 miliardi e 615 milioni di cibo (elaborazione Università di Bologna-Last minute market-Waste watcher, 2017). Tradotto in numeri di più immediata comprensione significa circa 30 euro mensili a famiglia per 600 grammi circa di cibo sprecato.

La filiera degli sprechi, chiamiamola così, è molto lunga. Riguarda le nostre famiglie ma anche le aziende agricole e alimentari, le mense, la distribuzione grande, media, piccola, il commercio all’ingrosso. Abbiamo cominciato vent’anni fa, con Last minute market, a pensare a un collegamento sostenibile fra i grandi negozi alimentari e gli enti beneficiari, facendo sì che quei prodotti, di assoluta qualità benché fuori mercato, vicini alla scadenza o semplicemente ammaccati, venissero utilizzati per fini sociali.

Ad agevolare questo circuito virtuoso – presente in Italia con tante importanti iniziative anche nel mondo cooperativo -– è intervenuta (meritoriamente) la legge 166/2016, peraltro seguita poi da diversi dispositivi regionali, che descrive e promuove il meccanismo della cessione a titolo gratuito delle eccedenze alimentari in favore di enti pubblici e privati senza scopo di lucro, con finalità civiche e solidaristiche. Questi sono a loro volta obbligati a destinare gratuitamente le eccedenze ricevute, in via prioritaria, a soggetti indigenti o, in caso di inidoneità all’uso umano, all’alimentazione degli animali o al compostaggio.

Quando iniziammo, per dimostrare che il recupero funzionava, applicammo la teoria dei giochi. Recuperare gli sprechi alimentari era un “gioco” win win, nel senso che tutti gli attori in campo risultano vincitori: a cominciare dalle associazioni no-profit, che acquisiscono alimenti validi a costo zero e buoni, così come la distribuzione che non dovrà fare fronte ai costi di trasporto e smaltimento. Ci guadagna l’ambiente, perché il tutto avviene a chilometri zero, e ne trae beneficio la società intera che mette un argine a quell’insopportabile e nevrotica “‘bulimia” di acquisto che caratterizza il nostro tempo.


Andrea Segrè

Professore ordinario di Politica agraria all’Università di Bologna e fondatore di Last Minute Market.

È anche presidente del Centro agroalimentare di Bologna e della Fondazione Fico per l’educazione alimentare e alla sostenibilità, oltre che presidente della Fondazione Edmund Mach-Istituto agrario di San Michele all’Adige (TN). Il suo ultimo saggio si intitola: Il gusto per le cose giuste. Lettera alle generazione Z (Mondadori, 2017).

www.andreasegre.it


Video


Notizie correlate

Come te li incarto!

Il confezionamento degli alimenti: i materiali, le normative, le innovazioni


Esempio di packaging anti spreco

Vita breve agli imballaggi

I nuovi materiali per ridurre e riutilizzare i rifiuti