Dall’assemblea nazionale delle coop consumatori, le prospettive per un nuovo modello di consumo

Scritto da Serena Wiedenstritt |    Febbraio 2018    |    Pag. 4, 5

ancc Ancc

Oltre otto milioni di soci, 50.000 occupati e più di un milione di soci prestatori. Sono i numeri delle persone che l’Associazione nazionale delle cooperative di consumo (Ancc) rappresenta e sono il riferimento del presidente Stefano Bassi quando ha tracciato le linee guida per i prossimi anni. L’occasione è stata l’assemblea nazionale che si è tenuta il 6 e 7 dicembre scorso a Roma. Partendo da un titolo impegnativo, Il futuro insieme, Bassi ha delineato esigenze e tendenze di un contesto con cui la cooperazione di consumo si confronta ogni giorno, ogni momento, ogni carrello che passa alla cassa, ma soprattutto ogni volta che un socio si rivolge alla propria cooperativa in cerca di risposte.

«Le esigenze dei soci - esordisce Bassi - vanno dalle questioni più strettamente legate ai consumi al tema della convenienza, che, in tempi di ripresa che stenta a decollare, resta una delle preoccupazioni principali delle famiglie italiane. La Coop negli scorsi mesi si è impegnata con convinzione su campagne consumeristiche, come quelle legate alla legalità e alla lotta al caporalato in agricoltura e alla riduzione degli antibiotici nelle carni a marchio. Ma ci siamo occupati anche delle emergenze sociali come la violenza sulle donne e la necessità di portare aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto, a cui la cooperazione ha teso la mano per la ricostruzione di scuole e strutture sanitarie. Tutti temi su cui la cooperazione si conferma portatrice di valori, di opportunità di lavoro, di difesa dei redditi e di esperienza di solidarietà e di attenzione costante alla salute e all’ambiente. Si sono anche realizzate importanti aggregazioni come Alleanza 3.0, una cooperativa al posto di tre, e ci siamo impegnati in modo unitario a sostegno di importanti ristrutturazioni come quella di Unicoop Tirreno».


A Roma si sono visti autorevoli partecipanti esterni all’assemblea. Chi è intervenuto e quali sono le priorità per i prossimi mesi?

«Hanno partecipato rappresentanti delle autorità civili e religiose, delle forze politiche, del mondo associativo, dei sindacati e del Terzo settore. Siamo stati soddisfatti di questa attenzione. Come Ancc abbiamo evidenziato le priorità su cui lavorare nei prossimi mesi: la partecipazione e la democrazia nelle cooperative di consumo, sempre più alle prese con il processo di invecchiamento della base sociale; la questione del lavoro e di come cambia il commercio, anche nel confronto con l’online; la visione imprenditoriale, che va sviluppata mettendo al centro la rilevanza della redditività della gestione commerciale; il tema del prestito sociale e il futuro della struttura associativa, quindi la rappresentanza».


Riguardo ai cambiamenti del mercato, degli stili di vita e di consumo, come vi state muovendo?

«Su questo tema ci siamo confrontati, in una tavola rotonda, con i professori Enrico Giovannini e Mauro Magatti, due attenti osservatori delle trasformazioni della società italiana; per la cooperazione di consumatori c’erano la presidente di Unicoop Firenze Daniela Mori e quello di Coop Alleanza 3.0, Adriano Turrini. Anche gli altri presidenti di cooperativa hanno portato il loro contributo sulle strategie da mettere in campo per dare a soci e clienti un servizio sempre migliore e innovativo e per esercitare l’attività d’impresa e la funzione associativa nel modo preferibile».


Poco prima di Natale c’è stato uno sciopero per il rinnovo del contratto.

«Nonostante lo sciopero, tutti i punti vendita sono rimasti aperti e le cooperative sono riuscite a garantire comunque a soci e clienti il servizio alla vigilia del Natale. Nelle prossime settimane continuerà il nostro impegno per dare un contratto ai lavoratori della distribuzione cooperativa che sia adeguato, che garantisca i diritti dei lavoratori, la salvaguardia dell’occupazione e tenga conto della situazione competitiva e dell’equilibrio dei conti economici».


Quali sono gli obiettivi politici raggiunti in questa legislatura e quali quelli dopo le elezioni di marzo?

«Sono tre i provvedimenti della scorsa legislatura su cui il Parlamento ha recepito le nostre richieste. Innanzitutto la nuova normativa sul prestito sociale, che giudichiamo positiva. Poi la legge sullo spreco e quella contro il caporalato in agricoltura, due temi su cui siamo impegnati da sempre. Nel confronto con il governo che ci sarà dopo le elezioni, partiremo da due questioni importanti: la concorrenza, chiedendo procedure più ampie, ad esempio nel settore dei farmaci; e le aperture domenicali, su cui riteniamo indispensabile che ci sia maggiore omogeneità e una normativa nazionale capace di sposare le esigenze dei consumatori e dei lavoratori».


L’intervistato

Stefano Bassi

Presidente Associazione nazionale coop consumatori


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