Michele Maio del centro oncologico Le Scotte di Siena spiega le nuove frontiere della lotta al cancro

Scritto da Antonio Comerci |    Aprile 2017    |    Pag. 43

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista. Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico. Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi. Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze. Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

Il professor Michele Maio

Il professor Michele Maio

SALUTE

L’esperienza d’avanguardia del reparto di Immunoterapia oncologica del Policlinico Le Scotte di Siena, diretta dal professor Michele Maio, è ora un libro, Il corpo anticancro (edizioni Piemme), scritto dallo stesso professore e dalla farmacologa e giornalista Agnese Codignola.

Alla presentazione del libro a Firenze, in febbraio, hanno chiesto al dottor Antonio Panti, storico presidente dell’Ordine dei medici di Firenze, se il libro a suo parere fosse alla portata di tutti: «È un testo divulgativo che affronta argomenti complicati, lo possono leggere anche i non addetti ai lavori che hanno una buona cultura di base».

In effetti, il libro ha diversi livelli di fruizione. C’è una parte narrativa sui casi reali, di pazienti in carne e ossa nella fase terminale della malattia, che coinvolge e interessa come un racconto dal vivo. Poi c’è la spiegazione dei meccanismi sui quali si basa l’immunoterapia e i vari farmaci sperimentati con alterne fortune. Questa è la parte indubbiamente più ostica per chi non ha dimestichezza con temi biologici e medici. Ma un lettore interessato sa che certi ostacoli si possono superare cogliendo il senso della spiegazione, senza dover approfondire fino in fondo i vari passaggi. Poi ci sono le parti più interessanti: lo stato dell’arte dell’immunoterapia e la situazione dell’oncologia, per come è trattata dai media (giornali e televisioni), dalla politica e dall’industria farmaceutica.

Non è un libro ottimista a tutti i costi: il tumore è ancora una malattia che ha esiti fatali in molti pazienti, ma l’interpretazione dei risultati dell’immunoterapia dev’essere molto diversa da quella della chemioterapia. Si legge nel libro: «Classicamente, e soprattutto all’inizio di una nuova cura oncologica, l’efficacia viene valutata in base al tasso di risposta, cioè in base alla percentuale di pazienti in cui si osserva una riduzione del volume e del numero delle masse tumorali, quantificato in base alle variazioni osservate e misurate con esami radiologici». Il meccanismo della terapia immunologica ha, invece, un andamento diverso. In alcuni casi si può avere nelle prime settimane, addirittura, un peggioramento apparente per poi avere un’evoluzione positiva. I criteri classici, insomma, non sempre sono adeguati per misurare l’efficacia di questa nuova frontiera della lotta al tumore. Con questa terapia, che ha avuto una significativa evoluzione positiva nell’ultimo lustro, si sono avute guarigioni di melanomi che avevano esiti fatali nel cento per cento dei casi. In una buona parte si ha oggi un arresto della crescita del cancro, cui segue un equilibrio che lascia un buon tenore di vita e un’aspettativa sensibilmente maggiore che con le altre tre classiche terapie oncologiche: la chirurgica, la chemioterapica e la radiologica. «La cronicizzazione di una malattia – afferma il presidente Antonio Panti – può essere anche un buon risultato quando non abbiamo ancora i mezzi per guarirla. Basti pensare ad alcuni tipi di diabete: non si riesce a guarire, ma seguendo le cure si può vivere a lungo e bene».

«Il centro di Siena, nato come scommessa nel 2004 – dichiara il prof Maio –, è l’unico in Italia con una forte focalizzazione sulla ricerca clinica, in cui le competenze di medici, infermieri, biologi, psicologi sono incentrate sull’immunoterapia e in regime di day hospital. Abbiamo studi e farmaci nuovi, più promettenti rispetto a quelli comunemente a disposizione». Insomma la lotta continua e il tumore non è ancora sconfitto, ma diverse battaglie sono state già vinte. Buona lettura.

Diritti solidali

I diritti d'autore del libro “Il corpo anti cancro” del prof. Maio saranno interamente devoluti alla Fondazione Nibit, Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori

www.nibit.org

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