Chiunque può coltivare il suo pezzo di terra nel Comune di Firenze

Scritto da Càrola Ciotti |    Marzo 2018    |    Pag. 42

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Orti sociali

Gli orti sociali a Firenze sono una realtà vivace e molto attiva, che coinvolge tantissimi cittadini residenti nei quartieri 1, 2, 4 e 5 sul territorio del capoluogo toscano (gli orti sociali sono presenti anche in tanti altri Comuni della Regione, ndr).

«Gli orti sociali in città - spiega Sara Funaro, assessore al Welfare del Comune di Firenze -, nascono ufficialmente nel 1998; i terreni che oggi sono definiti come orti sociali erano appezzamenti spesso già coltivati, ma in maniera troppo deregolamentata e quindi piuttosto caotica, ma già rappresentavano un patrimonio collettivo e una possibilità di socializzazione». La finalità primaria degli orti sociali, infatti, è proprio quella di creare occasioni d’incontro tra le persone e di arricchire la vita di coloro che scelgono di dedicarsi alla coltivazione di questi spazi, messi a disposizione gratuitamente dal Comune eccetto un piccolissimo contributo per le spese vive.

«I cittadini possono rivolgersi al proprio Consiglio di Quartiere (1, 2, 4, 5) per ottenere tutte le informazioni necessarie sulle procedure da seguire - aggiunge Funaro -. In ogni caso, il primo requisito è quello di essere residenti nel quartiere dove si fa la richiesta». Una volta presentata la domanda, ci sono ottime probabilità di ottenere l'assegnazione di un orto, che sarà lasciato in concessione per un periodo di tre-quattro anni, eventualmente rinnovabili, a patto che la terra venga coltivata con assiduità.

Gli orti di Firenze

Gli appezzamenti in città sono ben 875 ed esiste un certo ricambio di utenti, così che, prima o poi, tutti coloro che lo desiderano possano fare questa bella esperienza. «Ogni orto ha una superficie che varia dai quaranta ai cinquanta metri quadri - puntualizza Funaro -, sono consegnati ai cittadini puliti, privi di colture precedenti e sono separati gli uni dagli altri da una recinzione. Quando un nuovo membro giunge agli orti, è sempre ben accolto dagli altri e aiutato a comprendere le regole e l'utilizzo degli spazi comuni. Attrezzi, materiali, piantine, semi e quanto necessario a far nascere uno spazio verde, ricco e vario, sono a carico dell'utente, che troverà modo di riporre le proprie cose nei depositi presenti. I siti comunque sono dotati di una serie di servizi di supporto tra cui impianti irrigui, pompe, pozzi artesiani e anche armadietti personali». Agli assegnatari vengono consegnate anche le chiavi di accesso al sito, così da potersi recare sul luogo in ogni momento.


Cosa coltivare

Ognuno ha massima libertà di movimento e di scelta su cosa coltivare: ortaggi e insalate rappresentano la produzione classica, ma c'è anche chi si diletta nel creare spazi fioriti o nella coltivazione di aromatiche e piante officinali. Si possono impiegare esclusivamente concimi biologici, mentre sono assolutamente proibiti diserbanti chimici o pesticidi. Un'altra regola comune a tutti gli orti sociali impone il divieto di commercializzare i prodotti ottenuti, che invece spesso vengono condivisi in allegre feste e cene, organizzate nella bella stagione, dove ognuno cucina i propri prodotti per condividerli poi con tutti gli altri. Le persone diventano così protagoniste di un progetto improntato a uno stile di vita sano e attivo, dalla notevole valenza sociale, ancor più importante poiché realizzato in un contesto urbano, troppo spesso tendente più a dividere che ad aggregare le persone. « Di tanto in tanto - racconta l’assessore Funaro - mi reco in visita agli orti, e ho quindi modo di valutare personalmente quanto quest’attività coinvolga positivamente le persone, che si sentono parte di una piccola comunità e trovano stimoli per socializzare e intraprendere nuove amicizie».

I concessionari degli orti sono a volte coinvolti anche in campagne di sensibilizzazione ambientale: un progetto svolto in collaborazione con Quadrifoglio dal 2009 al 2011, per esempio, ha promosso la distribuzione di compostiere per produrre concime organico a costo zero, da utilizzare poi per fertilizzare il proprio orto; un altro ha riguardato una campagna di informazione contro la proliferazione della zanzara tigre, tramite incontri nei vari quartieri.



L’intervistata

Sara Funaro

assessore al Welfare del Comune di Firenze




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