I progetti di Legambiente e Unicoop Firenze a favore del pianeta e dei suoi abitanti

Scritto da Stefano Ciafani |    Luglio-Agosto 2018    |    Pag. 3

presidente nazionale di Legambiente

Foto M. Izzo

Ambiente

La presa di coscienza dei problemi ambientali ha avuto tempi lunghi, in qualche caso lunghissimi: il tema dei cambiamenti climatici è stato affrontato nei primi consessi internazionali già negli anni ’80, inizio ’90. Sono dovuti passare quasi trent’anni prima che si mettessero in campo politiche concrete. Uno dei temi globali finalmente all’attenzione è oggi quello dei rifiuti in mare.

Nel giugno 2017 abbiamo portato la nostra esperienza a New York, alla conferenza mondiale delle Nazioni unite sugli oceani: il lavoro da fare è tanto ma noi abbiamo avviato un percorso concreto basato sull’alleanza tra il mondo dei cittadini e delle imprese, a partire da quelle più innovative e sensibili, per convincere le istituzioni e la politica ad approvare le norme e ad applicarle. È quanto è accaduto con il progetto “Arcipelago pulito” che vede insieme Ministero dell’ambiente, Regione Toscana, Unicoop Firenze, Legambiente, i pescatori di Livorno e altri soggetti del territorio: grazie a questa collaborazione è diventato realtà il primo progetto italiano di fishing for litter (pesca dei rifiuti, ndr), che permette ai pescatori di portare in porto, per avviarla poi al riciclo, la plastica pescata nel mar Tirreno, senza doverla pagare come rifiuto speciale. Sempre insieme a Unicoop Firenze stiamo elaborando il primo manuale partecipato di educazione ambientale e stili di vita sostenibili; i nostri soci e quelli di Unicoop Firenze si sono incontrati in 27 occasioni e da lì sono nati spunti, riflessioni, ma anche una forza che poi come una grande onda arriverà ad amministratori e governanti.

I cittadini sono oggi molto più sensibili, più pronti a capire che l’ambiente non è qualcosa di separato da noi. Invece l’azione politica continua a essere lenta nella messa in pratica dei provvedimenti in favore dell’ambiente. Il caso delle emissioni nell’atmosfera è emblematico: la consapevolezza c’è, i bollettini sanitari e gli studi epidemiologici confermano che l’inquinamento atmosferico provoca decine di migliaia di morti premature. Se ne parla molto anche a livello mediatico, però non sono state fatte scelte strutturali per ridurre lo smog, tanto che l'Italia è stata deferita alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme europee sulla qualità dell’aria. Il tempo non è scaduto, però, e dobbiamo perseverare nei nostri obiettivi. Per fare un altro esempio, la battaglia di Legambiente per far inserire i delitti ambientali nel codice penale, in modo da punire chi inquina, è durata vent’anni, e solo nel 2015 siamo finalmente riusciti a far approvare al Parlamento questa norma. È fondamentale perseguire con costanza e coraggio il raggiungimento dell’obiettivo: secondo la tradizione cinese, la goccia riesce a spaccare anche la pietra più dura.

 

Stefano Ciafani
presidente nazionale di Legambiente