Controlli e tracciabilità in ogni passaggio fra allevamento e consumo, a garanzia di un cibo sano

Scritto da Carlo D’Ascenzi |    Giugno 2017    |    Pag. 3

Professore del dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa.

allevamento bovini Punto e a capo

Le carni sono da sempre un alimento di riferimento da ogni punto di vista. Il valore nutrizionale, ritenuto indispensabile in passato, è oggi considerato un importante spicchio per le nostre esigenze fisiologiche.

Ai fini della sicurezza alimentare, nessun altro comparto ha avuto le attenzioni delle carni, né ha raggiunto i miglioramenti che hanno caratterizzato questa filiera alimentare. Tubercolosi, brucellosi, cisticercosi, per citare alcuni dei pericoli classici, dopo essere stati l’incubo dei consumatori, sono stati sostanzialmente sradicati dai nostri territori, grazie al principio veterinario “da animali sani alimenti sani”.

Il legame fra allevamento, produzione e alimento, rappresenta nelle carni la chiave di volta della prevenzione e il livello di sicurezza è dato dalle reali competenze in materia. Primi fra tutti gli allevatori, chiamati a gestire la salute e il benessere degli animali. Allo stesso modo, le aziende di trasformazione devono garantire standard specifici. Da sottolineare che non esiste nella filiera alcun operatore che possa agire in anonimato. Gli obblighi di rintracciabilità, basati su sistemi di identificazione anagrafica, forniscono garanzie su origine e provenienza comunicati direttamente ai consumatori. I servizi veterinari fanno le verifiche su tutta la filiera, focalizzando sui momenti più rischiosi, avvalendosi anche di sistemi di comunicazione ed allarme capaci di mettere insieme il contributo di più autorità, senza limiti di competenze territoriali.

A tutto questo lavoro si somma poi il contributo delle aziende di distribuzione, anello nevralgico fra produttori e consumatori. I loro sistemi di controllo, messi al servizio delle richieste di clienti e consumatori, accreditano i fornitori sulla base sia dei requisiti legali, che di requisiti supplementari stabiliti per contratto. Il sistema, se si escludono i sempre più rari casi di criminalità, si mostra solido ed in grado di migliorarsi ulteriormente.

In prospettiva possiamo immaginare nuove sfide. I nuovi traguardi, condivisi da tutte le parti coinvolte, riguarderanno ancora il raggiungimento di migliori condizioni di produzione. Possiamo attenderci che la salute e il benessere degli animali siano chiamati ad essere coniugati con obbiettivi di sicurezza alimentare ancora più ambiziosi, come migliori garanzie sul benessere animale, sull’esclusione di pericoli e sulla minimizzazione dell’uso di ausili terapeutici quali gli antibiotici, il cui uso inappropriato può esporre la salute pubblica al rischio di forme batteriche resistenti agli antibiotici.


Carlo D’Ascenzi, professore del dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa

http://www.vet.unipi.it/


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