Il punto nelle filiere a marchio Coop

Scritto da Melania Pellegrini |    Gennaio 2018    |    Pag. 16

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Alleviamo la salute

La bianca ieri, la rossa oggi: dopo il pollo allevato senza uso di antibiotici, le uova e i primi prodotti di suino, la campagna “Alleviamo la salute” interessa anche i bovini, nello specifico vitellone e scottona a marchio Coop che, dallo scorso novembre, sono allevati senza uso di antibiotici negli ultimi 4 mesi di vita: 200.000 animali e 350 allevamenti coinvolti da questo primo obiettivo di riduzione, dopo il quale Coop punta all’eliminazione degli antibiotici per tutti i bovini.

Tra i nuovi arrivi a scaffale, negli ultimi mesi la campagna ha portato anche un prosciutto cotto prodotto da maiali allevati senza antibiotici dalla nascita in fattorie danesi a conduzione familiare, precisamente 8550 allevatori che da tempo hanno fatto la scelta “no antibiotici” e hanno introdotto un’alimentazione degli animali tutta vegetariana e una serie di accorgimenti innovativi dal punto di vista del benessere.

I nuovi traguardi raggiunti si sommano ai risultati già conseguiti dalla campagna che Coop ha lanciato a fine aprile 2017 per affrontare l’allarme sull’antibiotico-resistenza, coinvolgendo i suoi fornitori, oltre 1600 allevamenti in Italia e oltre 20 milioni di animali, gli stessi da cui provengono le filiere di carne a marchio Coop.


Le filiere avicola e suinicola

Prima dell’estate il progetto ha infatti coinvolto la filiera avicola a marchio Coop, con 35 prodotti della linea “Origine”, in totale quasi 400.000 polli alla settimana, e due tipi di uova con l’etichetta “Allevato senza uso di antibiotici”. In totale, a regime, saranno allevate senza l’uso di antibiotici almeno 2 milioni di galline con una produzione di oltre 189 milioni di uova all’anno. In vendita da qualche mese anche i prodotti suini della linea Fior fiore da animali allevati all’aperto sulle colline del Chianti e in Maremma, in due allevamenti che garantiscono elevata qualità e lavorazione artigianale delle carni, per un totale di oltre 3000 suini.

Una campagna che comunica in maniera chiara al consumatore quando l’animale è allevato senza l’utilizzo di antibiotici, grazie ad un logo ad hoc sul prodotto in vendita, e che vuole trasmettere un messaggio rassicurante: se non è possibile né vietare, né superare completamente l’uso degli antibiotici nell’allevamento, lo si può ridurre in modo drastico, limitandolo ai casi di necessità, cercando nel contempo di alzare l’asticella del benessere animale con una gestione corretta dell’allevamento.

L’impegno di Coop è di lunga scadenza, tale da generare una vera e propria rivoluzione nei metodi di allevamento, come ha dichiarato Maura Latini, direttore generale di Coop Italia: «Già dagli anni ‘80 Coop si era occupata di anabolizzanti per eliminarne l’utilizzo negli allevamenti. Da questo primo impegno si è arrivati alle filiere controllate e poi al progetto di riduzione dell’uso degli antibiotici. Si tratta di un lavoro di squadra che unisce Coop, gli allevatori, il mondo scientifico e le istituzioni con l’obiettivo di avere prodotti migliori e contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, dando risposta a un problema che riguarda la salute pubblica».


Riprendono a gennaio gli appuntamenti sull'antibiotico-resistenza organizzati da Unicoop Firenze con medici e veterinari di università e Usl toscane che, negli spazi soci dei punti vendita, incontreranno il pubblico per fornire informazioni sul tema. Info: www.coopfirenze.it/alleviamo-la-salute

Il parere dell’esperta

Carne rossa sì o no?

di Sara Barbanera


Tante le domande su uno degli alimenti più tipici e gustosi della cucina toscana: a rispondere è la dottoressa Emma Balsimelli, nutrizionista e biotecnologa.


Cosa si intende per carne rossa e quale consumare?

«È la carne di bovini adulti, carne equina e quella di ovini e caprini adulti con elevato contenuto di mioglobina. Sono da preferire tagli magri con massimo il 5% di grassi, quali fesa, noce e girello. Va limitato invece il consumo di salumi, insaccati e carne in scatola che contengono additivi, conservanti e sale».


Quali sono i benefici e i rischi?

«La carne rossa contiene proteine nobili, ferro, zinco, selenio, fosforo e vitamine, tutti nutrienti fondamentali per il benessere del nostro organismo. È utile alla crescita dei bambini, al sostegno dei tessuti negli anziani e di supporto nei pazienti carenti di ferro. Gli effetti negativi sono legati più che altro a un consumo eccessivo che può aumentare i rischi di diabete, malattie cardiovascolari e tumorali».


Con che frequenza consumarla?

«La virtù sta nel mezzo, in una dieta che rispetta quotidianamente l’equilibrio fra carboidrati, grassi e proteine. Le linee guida raccomandano un consumo al di sotto dei 500 g di carne alla settimana, tra bianca e rossa. Nel caso di carni conservate, la porzione si riduce a 50 grammi per 1-2 volte a settimana».


Quali cotture preferire?

«Dipende dal tipo di carne: in generale quelle che preservano la qualità delle proteine e degli altri nutrienti, limitano la formazione di sostanze tossiche e prevedono l’aggiunta di pochi condimenti».


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