Arriva nelle sale cinematografiche, il nuovo film di animazione di Enzo d'Alò dedicato al burattino di Collodi con le musiche di Lucio Dalla

Scritto da Melania Pellegrini |    Febbraio 2013    |    Pag. 38

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Pinocchio, il burattino più amato da grandi e piccini, torna nelle sale cinematografiche italiane il 21 febbraio, in un film di animazione di Enzo d'Alò, il regista de La Gabbianella e il Gatto (campione d'incassi nel '98). Distribuito in Italia da Lucky Red, debutta in contemporanea con Francia-Lussemburgo e Belgio.

Una storia, quella del burattino di Collodi, raccontata tante volte, a partire dal celebre cartone animato della Disney, ma sempre "nuova", fonte inesauribile d'ispirazione. Il film di d'Alò, con suoi paesaggi toscani incantati, i personaggi accattivanti e le musiche coinvolgenti è pieno di poesia e di colore.

Insomma un piccolo gioiello tutto italiano con le musiche di Lucio Dalla (uno degli ultimi lavori del cantautore bolognese), e i disegni di Lorenzo Mattotti, maestro dell'illustrazione a livello mondiale.

Enzo d'Alò, come ha affrontato il ritorno di Pinocchio sul grande schermo?

«Il progetto è nato molti anni fa; Massimiliano Gusberti di Rai Fiction mi chiese se mi sarebbe piaciuta l'idea e mi ci buttai dentro a capofitto. Il bello di Pinocchio è che si può rappresentare cento volte e trovare sempre una chiave di lettura originale.

Ho studiato Collodi e la Toscana per cercare di capire la storia dall'interno, mi sono addirittura trasferito sul posto. Il mio Pinocchio l'ho visto svilupparsi nel rapporto fra padre e figlio. Un padre, Geppetto, che si costruisce il figlio come i molti padri di oggi cercano di "costruirsi" i figli in senso metaforico, sperando che questi diventino come loro o quello che loro avrebbero voluto diventare.

Da una parte c'è il viaggio di formazione di Pinocchio in cui il burattino capisce che deve rispettare le esigenze degli altri e che la sua libertà deve essere coerente con i diritti di chi gli sta attorno. Dall'altra parte anche Geppetto fa il suo viaggio di formazione correndo dietro a Pinocchio fino a quando si rincontrano ed entrambi sono cambiati. Geppetto alla fine capisce e rispetta il fatto che Pinocchio abbia una sua personalità autonoma e non sia più semplicemente il burattino che lui pensava di aver costruito».

Come è nata la collaborazione con l'illustratore Lorenzo Mattotti?

«Cercavo qualcuno che potesse raccontare Pinocchio anche da un punto di vista grafico in un modo che non fosse stato ancora fatto. Stimo Lorenzo da sempre e lo ritengo uno dei più grandi illustratori del mondo. Sono partito dal libro che aveva illustrato negli anni '90, ma poi in realtà da quel libro è cambiato tutto. Ci siamo incontrati numerose volte, abbiamo letto insieme la sceneggiatura e adeguato il tutto in base a questa, ridisegnando i personaggi e le scenografie».

Collodi racconta una storia "toscana" che viene rispettata qui, sia nei paesaggi sia nel linguaggio.

«Abbiamo ambientato Pinocchio nelle colline fra Bibbona, Castiglioncello e Casale Marittimo. Con Mattotti abbiamo percorso la Toscana in lungo e in largo, individuando possibili location e scattando un'enorme quantità di fotografie. In alcune sequenze del film si possono riconoscere le rocce scoscese che ci sono tra Castiglioncello e Livorno, quelle diventate famose con il film Il Sorpasso.

Per il linguaggio ho cercato di dare il "colore", senza andare nel dialetto perché più che avvicinare il pubblico a mio avviso potrebbe allontanarlo. Così ho cercato di utilizzare piccole espressioni come l'avventore della locanda che dice "Chiudi la finestra che si sbubbola dal freddo", Pinocchio che dice "Acciderbolina" o chiama Geppetto "babbobabbino"».

Per finire, la musica accompagna tutto il film, come sottofondo, con le canzoni e con i dialoghi cantati dei personaggi. Lucio Dalla ne è l'autore; com'è stato lavorare con lui?

«Con Lucio e i suoi collaboratori abbiamo lavorato veramente tanto, almeno 3 anni, a intervalli, ma abbastanza continuativamente. Ne è nata un'opera piena di vita, di colore. La cosa che trovo sempre con i grandi professionisti e che mi affascina è la loro umiltà, la capacità di capire che stiamo lavorando tutti assieme a un progetto che non è il loro disco. Seguono le esigenze del film.

Lucio si è messo veramente a servizio di questa esperienza. Oltre a scrivere le musiche, ha suonato il suo clarinetto, si sente la sua voce nel Paese dei balocchi ed è lui il Pescatore Verde. La musica dà il ritmo al film, è allegra, piena di sole».

Pinocchio ha riscosso un grande successo nei festival internazionali a cui ha partecipato, tra cui Venezia, dove ha aperto la sessione Venice Day, e al Busan Film Festival, in Corea, con una platea di oltre 4000 persone.

Il film è stato prodottodalla Cometafilm-IRIS-Walking The Dog-2D3D, in collaborazione con Rai Fiction e con il contributo del Monte dei Paschi di Siena.

PINOCCHIO IL FILM

Curiosità doppiaggi e musiche

Tra i doppiatori:

  • Gabriele Caprio- Pinocchio
  • Mino Caprio (padre di Gabriele anche nella vita) - Geppetto
  • Rocco Papaleo - Mangiafuoco, Paolo Ruffini-Lucignolo
  • Maurizio Micheli - Gatto
  • Maricla Affatato - Volpe (curiosità: rispetto alle altre trasposizioni del Pinocchio, d'Alò vuole che sia doppiata da una voce femminile).

Lucio Dalla dà la voce al Pescatore Verde. Ha inoltre cantato "Sono Pinocchio", con Marco Alemanno e Gabriele Caprio, ultima interpretazione del cantautore bolognese a 3 giorni dalla sua scomparsa.

Nada canta Mangia e Bevi, Leda Battisti La canzone di Turchina.

Il Pinocchio è anche un Libro illustrato edito dalla RCS.

sito web www.pinocchioilfilm.com

Clip del film e altro ai seguenti link

(Nella foto, l'intervistato Enzo d'Alò, regista)


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