Come suddividerla tra raccolta differenziata e residuo

Scritto da Letizia Coppetti |    Gennaio 2018    |    Pag. 10

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Il viaggio dei rifiuti

Il pianeta rischia di morire sepolto da una marea di rifiuti? Dipende anche dal comportamento del singolo cittadino, a cui è demandato un compito oneroso ma importantissimo: quello di suddividere bene i rifiuti per avviarli alla raccolta differenziata, e cercare così di gettare sempre meno cose nel residuo. Siamo tutti sulla stessa barca, produttori, distributori e utilizzatori, e ognuno di noi dovrà fare la sua parte. Cerchiamo dunque di farla al meglio, evitando errori e, con il nostro comportamento, facciamo crescere la coscienza civica ed ecologica nelle nuove generazioni.

Iniziamo il nostro “viaggio” nel mondo dei rifiuti e della raccolta differenziata, partendo dagli imballaggi di plastica e altri materiali. Risalendo uno scalino indietro rispetto al consumatore, sono i produttori stessi che dovrebbero orientarsi verso confezioni ad alta e facile riciclabilità e molti lo stanno facendo, come Coop con il proprio marchio, e dove possibile condizionare le scelte del fornitore.


Come differenziare

Ora siamo a casa nostra, e dobbiamo differenziare bottiglie e contenitori vari in plastica, tetrapak o lattine. Anche cellophane, polistirolo e nylon vanno gettati insieme nel multi-materiale, purché siano imballaggi. Per alcuni oggetti il consumatore medio può avere dubbi: ad esempio i piatti e i bicchieri in plastica sono ok, le posate di plastica no. Sì anche a blister vuoti (tipo quelli delle medicine) mentre la carta accoppiata con alluminio (come le confezioni dei biscotti) va nella carta. Non si possono raccogliere nel multimateriale, invece, oggetti di plastica dura tipo giocattoli e custodie di CD e DVD, mentre le cassette per la verdura sì. Qual è il discrimine? Sì agli imballaggi, no a tutto il resto, che comunque può essere portato nei centri di raccolta, dove può ancora essere avviato a riciclo. Le buste da lettere con la finestra trasparente? La plastica va staccata dalla carta, come succede con le confezioni di pasta che presentano la finestrella sulla confezione. I contenitori sporchi vanno lavati? È bene passarli almeno sotto l'acqua corrente per togliere il grosso del residuo alimentare. Le buste in plastica vanno nel multi-materiale, mentre quelle in bio-plastica possono essere utilizzate per raccogliere gli scarti di cucina. Unicoop Firenze ha sostituito gli shopper di plastica con quelli in bio-plastica di Mater Bi, e anche i sacchetti e i guanti dell’ortofrutta, con un risparmio di 4990 tonnellate di plastica. Dallo scorso autunno sono in Mater Bi anche i sacchetti della pescheria, macelleria e dei banchi serviti.

Se si hanno ancora interrogativi, le aziende che si occupano della raccolta forniscono informazioni per orientarsi al meglio: come Alia, attiva nelle provincie di Firenze, Prato e Pistoia, con un depliant dal titolo Dagli abiti usati agli zerbini.


Chi ricicla

In Toscana le plastiche raccolte in modo differenziato dai cittadini o prelevate dalle aziende confluiscono alla Revet, che ha sede a Pontedera. Oltre 60.000 tonnellate l'anno, sottoposte a una serie di processi selettivi che consentono di recuperare materiale omogeneo, pronto per essere riciclato negli impianti di Revet Recycling o in quelli di altre industrie del riciclo. Una prima selezione, attraverso una successione di “fori” di diverse dimensioni, separa il materiale ingombrante da quello medio e da quello fine. Il materiale ingombrante è avviato a una selezione manuale finale, mentre gli imballaggi di medie dimensioni continuano il loro viaggio verso le selezioni successive. Quello leggero viene aspirato e condotto a un successivo impianto, dove è suddiviso da una serie di selettori meccanici e ottici in successione.

Il tetrapak arriva a un impianto per il riciclo dell’intera fibra cellulosica (circa il 75%), situato in provincia di Lucca. Le plastiche sono invece selezionate per tipologia (pet, hdpe, ldpe, pp, ps ...) e per colore (pet trasparente, azzurrato, colorato) e riciclate dalle aziende consorziate con il sistema Corepla. La frazione più critica delle plastiche (quel plasmix che oggi rappresenta oltre il 55% in peso degli imballaggi plastici raccolti) viene invece valorizzata grazie alla Revet Recycling, che nel suo impianto la trasforma in un materiale detto densificato, con cui produce profili per l’arredo esterno e granuli adatti allo stampaggio di qualsiasi manufatto plastico anche di alta gamma. Potrebbe capitarvi di guidare ad esempio uno scooter le cui parti in plastica sono fatte di materiale riciclato.


DA NON FARE

Non gettare i bastoncini per le orecchie nel water! Anche se sulla confezione c'è scritto che sono biodegradabili, otturano le fognature o finiscono sulle spiagge e in mare.



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