Chiusi per scelta la domenica pomeriggio e dieci festività nazionali

Scritto da Sara Barbanera |    Luglio-Agosto 2017    |    Pag. 4, 5

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Conferenza Coop sulle aperture domenicali

Conferenza sulle aperture domenicali - Foto Torrini Fotogiornalismo

Punti vendita

Non è un giorno come un altro: è il giorno del lago e del picnic, del museo, del cinema e di un pranzo in famiglia, di un buon libro o delle pulizie straordinarie. Che ognuno ne faccia quel che crede: domenica è il dì della festa e lo è da tempi immemori, esattamente dal 7 marzo 321 d.C. quando l’imperatore Costantino stabilì che questo giorno doveva essere dedicato al riposo.

Oggi Unicoop Firenze lo ribadisce con una decisione controcorrente che, se non farà scuola, farà sicuramente storia in un contesto legislativo ed economico in fase di stallo. Dall’11 giugno, nella nostra cooperativa è operativo un piano di aperture festive e domenicali che ha introdotto varie novità: si apre solo la mattina e il numero di punti vendita è stato ridotto da 67 a 40, che diventano 48 nel periodo estivo, con i supermercati di alcune zone turistiche. La novità riguarda anche le festività civili e religiose, con un piano che prevede dieci chiusure annuali, soltanto due in meno (1° novembre e 8 dicembre) rispetto alle 12 feste nazionali. Quanto agli altri esercizi all’interno dei centri commerciali, dalla consultazione delle scorse settimane si è giunti a un duplice esito: venti centri osserveranno lo stesso orario del punto vendita Coop, mentre cinque saranno aperti per l’intera giornata (Cascina, Empoli, Montecatini, Prato, Sesto Fiorentino), con la possibilità di restare chiusi per gli esercizi che ne hanno fatto richiesta.


La festa siamo “noi”

Questi i fatti. Sulle ragioni e sull’impatto della decisione in molti si sono espressi, dal mondo dell’economia, del giornalismo, della cultura e del commercio, perché la questione tocca molte sfere e, a dire il vero, le regole base di una società e i valori su cui costruirla.

A chiarire i vari perché della scelta è stata Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze: «La decisione è il frutto di un percorso di consultazione e l’abbiamo presa non a cuor leggero, ma facendo riferimento a ciò che come cooperativa vogliamo esprimere: una visione che tenga insieme la sostenibilità economica e le ragioni etiche e valoriali. La nostra scelta vuole ridare peso alle festività che sono l’identità del nostro Paese. Le festività non nascono a caso nella storia di un popolo, ma sono legate a ciò che quel popolo è: per laici o credenti, la festa ha un valore di riconoscimento e di pausa nella vita quotidiana. Poi ci sono anche valutazioni economiche, legate alla sperimentazione di un anno di aperture delle nostre strutture più grandi. C’è soprattutto una visione della società con meno disuguaglianze di quelle che ci sono oggi, che non riduce la vita a mero consumo e riconosce il diritto di avere tempo da dedicare alla famiglia, alla socializzazione e alla propria sfera personale. Non siamo i primi ad affermare certe idee. Già negli anni ’60, in pieno boom economico, i nostri padri cooperatori avevano stampato su un manifesto una frase che noi riprendiamo oggi: “Soddisfare i bisogni senza forzare i consumi”. La cooperazione – prosegue Mori – è nata non per fare affari, ma per dare risposte ai bisogni di chi non aveva voce. Questo dobbiamo fare se vogliamo continuare a essere una cooperativa di consumatori, con gli obiettivi etici ed economici che ci siamo dati fin dalla nostra fondazione».


Fuori dal coro

A fare eco, dalle pagine del quotidiano “L’Avvenire”, il direttore Marco Tarquinio: «È molto importante che una realtà della distribuzione moderna come l’Unicoop Firenze, si ponga il problema e interpreti il tema in modo diverso dal pensiero dominante. La decisione segna uno stop rispetto a una situazione che riduce gli spazi di umanità, in nome di un’economia incentrata sul solo profitto. Rendere i giorni tutti uguali uno all’altro, non ha reso un servizio alle persone e non ha affatto aumentato la loro ricchezza: si tratta, al contrario, di un servizio reso all’economia che ha saccheggiato il tempo e la qualità di vita delle persone. La responsabilità a cui siamo chiamati oggi è la solidarietà, da costruire su un concetto che abbiamo perso, quello del limite. Non è questa forse la risposta definitiva al problema – aggiunge Tarquinio –, ma sicuramente è una svolta: ritrovare il tempo della festa, interrogarsi su come riempirlo, è un segnale che risveglia dal torpore tutti noi, la società e soprattutto la politica. Credo che scelte come queste saranno premianti per quelle organizzazioni in grado di farle e di dimostrare così la loro responsabilità sociale».




Soci in visita alla mostra “Licalbe Steiner” - Foto A. Fantauzzo


Tempo di qualità

Non basta che il tempo sia libero, occorre che sia anche di qualità. Questa la chiosa che, in linea con l’impegno di Unicoop Firenze per la cultura, completa e arricchisce la decisione della cooperativa. Fra le tante voci del panorama culturale toscano, le parole di Stefania Ippoliti, presidente nazionale Italian film commission: «Questa scelta è davvero una sorta di rinascimento che vede gli operatori a fianco di Unicoop Firenze, alleati per proporre delle occasioni per divertirsi ma anche per pensare, con quella “leggerezza che non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”, per dirla con le parole di Italo Calvino. Penso ai musei, sempre più aperti e ricchi di proposte per i nostri bambini, alle biblioteche che, uscite dalle loro sale sono arrivate anche dentro la Coop stessa e sono oggi luoghi di incontro oltre che di cultura. Pensando al cinema, noi, insieme a molti esercenti toscani, siamo pronti a iniziare con Unicoop Firenze una sperimentazione per i soci, che potranno utilizzare i loro punti per prendere una tessera con cui andare al cinema il giovedì e la domenica con il biglietto ridotto. Questo è solo un primo esempio di collaborazione con Unicoop Firenze che, da tempo, sostiene il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo e che, con questa scelta, apre possibilità nuove perché la festa abbia un sapore speciale».



Unicoop Firenze

Due volte presidente

Daniela Mori, 55 anni, di Empoli, presidente dal 2014 al 2017, viene riconfermata alla guida del consiglio di sorveglianza per il triennio 2017/2020. L’elezione è arrivata dopo un percorso di votazioni con sette assemblee provinciali nelle quali ha riscosso un consenso unanime. La votazione nelle assemblee provinciali segue il rinnovo dei consigli delle sezioni soci che ha visto la partecipazione di 67.000 elettori nei punti vendita di Unicoop Firenze. Sono 720 i consiglieri di sezione eletti, che hanno proposto alle assemblee provinciali i nomi dei 45 consiglieri che compongono il consiglio di sorveglianza, di cui Daniela Mori è stata eletta presidente. Da inizio 2008 Unicoop Firenze è organizzata con il sistema duale, cioè con due consigli: quello di sorveglianza composto da 45 membri, espressione della proprietà ovvero del milione di soci della cooperativa, e un consiglio di gestione che guida il management. Il consiglio di sorveglianza ha potere d'indirizzo strategico e di controllo sull'attività svolta, approva il bilancio, il budget e nomina il consiglio di gestione.

Alla fine dell’assemblea generale dei delegati eletti nelle assemblee provinciali, si è svolto il tradizionale incontro annuale con i soci, nel quale Daniela Mori ha svolto un’ampia relazione di fine mandato, con i principali dati dell’impresa cooperativa ma anche gli obiettivi sociali raggiunti con la partecipazione dei soci e il piano sociale per il prossimo triennio che ci si appresta a discutere.


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