Autore e regista di film d’animazione, amico degli animali

Scritto da Silvia Amodio |    Gennaio 2018    |    Pag. 8

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Bruno Bozzetto e il signor Rossi

Bruno Bozzetto e il signor Rossi - Foto S. Amodio

Il personaggio

Bruno Bozzetto è un autore e regista di film di animazione che sono passati alla storia, West and Soda, Vip mio fratello superuomo, Allegro non troppo, e padre del famoso “signor Rossi”. Vanta numerosi premi e riconoscimenti come il Nastro d’argento a Venezia (Ego, nel 1970), un Orso d’oro a Berlino (Mister Tao, nel 1990) e una candidatura all’Oscar come miglior cortometraggio (Cavallette, nel 1991). Nel 2013 il prestigioso Walt Disney Family Museum di San Francisco inaugura una mostra interamente dedicata al suo Allegro non troppo. Con garbo e sensibilità, attraverso la leggerezza e l’ironia dei disegni animati, affronta temi filosofici ed esistenziali.

Ho avuto il piacere di conoscerlo quando gli ho proposto di realizzare con me Un mondo parallelo, un calendario per aiutare gli ospiti del canile municipale di Milano sostenuto da Coop. Mi piaceva l’idea che i suoi disegni animassero i ritratti di cani e gatti che avevo fatto. È stato un incontro bellissimo che mi ha confermato la sua grande professionalità ma, soprattutto, una profonda umiltà. Dote molto rara oggigiorno.

È stato interessante farsi raccontare come e quando ha iniziato a lavorare. «Devo molto della mia carriera a mio padre Umberto, un uomo di grande intelligenza che è stato anche un amico, un socio e un punto di riferimento. Aveva un’industria di prodotti chimici - racconta Bozzetto - e, anche se non era chiaro quello che volevo fare, mi è sempre stato vicino. Parliamo della fine degli anni ’50 quando in Italia nessuno sapeva che cosa fosse l’animazione. Quando avevo 18 anni mi ha costruito lui la macchina da presa per il mio primo film Tapum!, utilizzando come carrello, per poterla avvicinare e allontanare dai disegni, l’asse del ferro da stiro di mia madre. Il film è andato a Cannes nel 1958 e per puro caso è stato visto da Pietro Bianchi, un noto e apprezzato critico che era uscito annoiato dalla sala dove stavano proiettando un film di Sofia Loren. Il giorno dopo i giornali titolavano: “Bozzetto meglio di Sofia Loren”, queste favorevoli coincidenze mi hanno fatto fare un balzo di 10 anni, così la mia passione si è trasformata in una professione e da quel momento ho iniziato a ricevere proposte molto concrete. L’animazione può essere utilizzata in qualsiasi contesto: ho lavorato con Carosello, negli anni ’60, ma anche per le trasmissioni scientifiche condotte da Piero Angela con il quale ho avviato una collaborazione durata dieci anni. Nel 1987 ho anche fatto un film con attori in carne ed ossa, Sotto il ristorante cinese, con Nancy Brilli e Amanda Sandrelli, ma dirigere le persone non mi piace molto, bisogna essere allo stesso tempo diplomatici e severi, non credo di avere queste caratteristiche».

Bruno è stato un precursore in tutto e la sua sensibilità l’ha spinto ad affrontare tematiche ambientali in anni in cui non erano considerate una vera emergenza. «In particolare amo gli animali: ho avuto la fortuna di crescere con loro, li considero dei miei simili, ho un’istintiva fiducia nei loro confronti - racconta il regista -. Mi piace osservarli, studiarli, sono un mondo vicino al nostro, ma allo stesso tempo così lontani. Gli insetti, in particolare, mi affascinano, passo ore a guardare questi piccoli microcosmi, misteriosi e governati da regole precise. Con gli animali non c’è bisogno di parlarsi, comunicano con gli occhi tutto quello che c’è da dire. Anche i miei figli sono cresciuti con loro, non solo cani e gatti, ma anche merli, ermellini, paperi, passeri, animali soccorsi in campagna, dove abitiamo. L’ultima arrivata è una pecora, Bella, trovata per caso quando un gregge di passaggio l’ha lasciata indietro. Aveva ancora il cordone ombelicale attaccato, quando il contadino che l’aveva soccorsa ce l’ha portata. È cresciuta in salotto fino a quando le sue dimensioni non ci hanno costretto a costruirle una casetta tutta sua. È una creatura molto curiosa e piuttosto testarda, ha sempre voglia di imparare e di fare nuove esperienze. Purtroppo il destino di molti suoi simili è quello di essere trattati come oggetti».

«Non trovo giusto - conclude Bozzetto - quando per indicare un comportamento sgradevole di qualcuno si dice “sei una bestia”, sarebbe più corretto dire “ti comporti come un umano”. Abbiamo una visione deformata del mondo animale: da loro abbiamo molto da imparare. Gli animali sono miei amici». 

Video

Il cartoon racconta il potere dell’empatia da Repubblica Tv del 14/11/17 


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