Termina l’anno agricolo. Tornano a sud gli uccelli migratori

Scritto da Giampiero Maracchi |    Ottobre 2017    |    Pag. 13

Presidente dell’Accademia dei Georgofili 

panorama d'autunno

Foto AN.CO.

Ottobre

Ottobre, ottavo mese del calendario romano, è il mese in cui si conclude la vendemmia: «Ottobre, il vino è nelle doghe». È anche il momento in cui l’olio si forma nelle olive: «Per Santa Reparata (8 ottobre) ogni oliva è inoliata».

Il sole ormai si trova a sud dell’equatore e l’anticiclone dell’Atlantico si ritira lasciando spazio alla circolazione delle masse d’aria che giungono dall’Atlantico settentrionale. Infatti il numero di giorni con venti di provenienza da settentrione, che portano aria fredda e perturbazioni, quasi si raddoppia rispetto a settembre. Nel nord Europa questa circolazione fa abbassare notevolmente le temperature e questa è la ragione per cui si intensifica il passo degli uccelli migratori che vanno a svernare nelle regioni meridionali d’Italia e in Africa. Dicevano i cacciatori: «A San Francesco (4 ottobre) la furia dei tordi». Negli ultimi anni, a causa delle modifiche della circolazione generale dell’atmosfera dovute all’aumento di temperatura nella zona tropicale dell’oceano Atlantico, i rilievi effettuati sul passo dei migratori hanno messo in evidenza non solo un calendario spesso diverso dal passato ma anche lo svernamento di alcune specie, come ad esempio gli storni, più a nord che in passato.

Ottobre è il primo mese dell’autunno, termine che deriva forse da un antico verbo indoeuropeo autere, che significa rinfrescare. Dal punto di vista della climatologia, in cosa consiste l’autunno? Come la primavera, è un periodo di passaggio tra le due vere stagioni climaticamente ben strutturate che sono l’estate e l’inverno. In autunno, infatti, il sole comincia il suo cammino nell’emisfero meridionale del pianeta, i raggi solari arrivano da noi con un’inclinazione che, insieme con la minor lunghezza del giorno, riduce la radiazione quasi del 50% rispetto a giugno. A causa di questo fenomeno la media delle massime è intorno ai 20°C, delle minime di 11°C. Questi valori sono modificati dalla provenienza delle masse d’aria. Più caldo se arrivano dall’Africa, più freddo se arrivano dalla Russia.

Nei mercati agricoli, che in Toscana si tenevano il venerdì, per prepararsi al freddo invernale si compravano le stoffe pesanti (fustagno, velluto, casentino, ecc.) con le quali far confezionare dal sarto del paese il vestito tradizionale: giacca, con la cosiddetta “tasca ladra” (dall’Enciclopedia Treccani: tasca posteriore della giacca del cacciatore, spesso foderata di tela impermeabile, destinata a contenere la selvaggina uccisa, ndr), panciotto, che oggi si chiama gilet, e pantaloni con le risvolte. I possidenti e i fattori, per distinguersi, si facevano cucire un bel cappotto rosso arancio di Casentino con il collo di pelliccia di volpe.

Con il mese di ottobre termina l’anno agricolo, con la raccolta degli ultimi frutti, le castagne e le olive; la semina del frumento che comincia in questa stagione apre un nuovo ciclo. Dice un antico proverbio: «Per Ognissanti siano i grani seminati ed i frutti rincasati».


Ottobre secondo Guccini

Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza:

nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza...

Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,

lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse...


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