In “pellegrinaggio” fra San Gimignano, Colle di Val d’Elsa e Poggibonsi

Scritto da Andrea Schillaci |    Giugno 2015    |    Pag.

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

San Gimignano

Esiste un prima e un dopo nella storia di San Gimignano, partenza della seconda tappa valdelsana alla scoperta della via Francigena toscana: la data fatidica è il 1348, quando una grave epidemia di peste decimò due terzi della popolazione del comune. Fino ad allora San Gimignano era cresciuto come libero comune, contando sulle attività agricole, vino e zafferano, sul commercio della lana e prestito del denaro a usura, fino a raggiungere i 13.000 abitanti (oggi sono circa 8000).

Dopo la peste del 1348, il comune si sottomise a Firenze, alcune delle sue torri crollarono o vennero  mozzate e molti palazzi vennero abbandonati. Ma anche per questo il suo centro storico ci è arrivato “congelato” al periodo del Medioevo, diventando patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco e attirando milioni di turisti da tutto il mondo.

La Chiesa di San Jacopo al Tempio

Quest’estate, chi arriva a San Gimignano, ha la rara fortuna di poter ammirare (oltre ai tanti musei e palazzi storici) la bellissima Chiesa di San Jacopo al Tempio, in via Folgore da San Gimignano, solitamente chiusa al pubblico, ma dal 16 maggio scorso aperta nei giorni di mercoledì e sabato per concerti di ensemble strumentali e per arie e duetti dalle opere liriche italiane (www.classictic.com/kof).

San Jacopo - Foto di F. Magonio

In questa occasione i visitatori si troveranno di fronte, appena sotto la cuspide della facciata, tredici bacini ceramici dipinti a monocromo in verde o smaltati di verde-blu di provenienza magrebina e siriana databili tra la fine del XII secolo e i primi del XIII.

Mentre all’interno, sulla parete di fondo, ci sono tre affreschi trecenteschi: una Madonna col Bambino fra i santi Giacomo maggiore e Giovanni evangelista di Memmo di Filippuccio; in basso, una Crocifissione e una Deposizione nel Sepolcro, attribuiti al Maestro della Madonna Strauss. Sul pilastro sinistro un San Giovanni Battista dello stesso maestro, su quello di destra un San Jacopo maggiore di Pier Francesco Fiorentino.

Aperti per tutta l’estate anche laSpezieria e l’Orto di Santa Fina, inseriti nel bellissimo complesso dell’ex conservatorio di Santa Chiara. La Spezieria è una delle più antiche farmacie della Toscana (risale almeno al Cinquecento) e l’allestimento attuale presenta l’assetto originale con la “cucina”, dove si preparavano i medicinali, e la “bottega”, dove i prodotti venivano venduti.

Orto di Santa Fina - Foto A. Schillaci

Ma da pochi giorni è tornato a nuova vita anche l’Orto di Santa Fina, il luogo dove venivano coltivate le materie prime, soprattutto erbe, le cui essenze o i distillati erano la base per la preparazione dei rimedi, la cui visita è una vera e propria esperienza sensoriale in un’atmosfera di aromi e profumi. L’Orto resterà aperto fino al 31 ottobre.

Degustare la Vernaccia

Per gli appassionati del vino, poi, non può mancare una visita al Museo della Vernaccia, nella villa della Rocca di Montestaffoli, il punto più alto della città, dal quale si dominano tutti i vigneti del territorio dove si producono 10 milioni di bottiglie all’anno (il 70 per cento viene esportato). Qui, naturalmente, è possibile assaggiare anche tutti i vini esposti.

Poggio Bonizio - Foto di F. Magonio

Proseguendo la nostra passeggiata sulle orme degli antichi viandanti, ci imbattiamo nel borgo alto di Colle di Val d’Elsa, il cui centro storico, da attraversare a piedi, merita senz’altro una visita. La città è la capitale del cristallo, qui infatti si produce il 95 per cento di tutto il cristallo italiano e il 14 per cento di quello mondiale. Questa tradizione iniziò addirittura nel 1331 con il vetro, per poi evolversi nel più pregiato cristallo.

Tutti i fine settimana di questo mese, in piazza Santa Caterina a Colle Alta, si svolge la “Sagra della miseria”, un’occasione per riscoprire i sapori della cucina toscana di un tempo: ribollita, trippa, fagioli all’uccelletto e dolci fatti in casa.

A spasso in un villaggio medievale

Infine, dirigendoci verso Poggibonsi, specialmente se ci sono dei bambini, è “d’obbligo” una sosta all’Archeodromo, un parco archeologico dove una cooperativa  ha ricostruito la dimora del signore carolingio, aperto gratuitamente tutte le domeniche dalle 11 alle 17 (www.archeodromopoggibonsi.it). Una volta entrati nel villaggio, ci si immerge completamente nell’atmosfera medievale: il fabbro forgia armi e attrezzi, il falegname intaglia il legno, il correggiaio lavora il cuoio, il fornaio macina il grano e prepara il pane. Tutti rigorosamente con i costumi dell’epoca, così come anche le costruzioni che si rifanno al IX - metà X secolo.

Chiesa di San Jacopo al Tempio

Orario apertura: prima domenica del mese, ore 9.30-12, su richiesta (monastero San Girolamo, tel. 0577940573).
Dal 3 giugno al 30 settembre: ogni domenica, ore 10-13 e 15-18. Altre info: http://www.sangimignano.com/it/informazioni/orari-prezzi.asp#sanjacopo

La Francigena - La tappa da San Miniato, Certaldo a Castelfiorentino. Dalla trasmissione Informacoop – 03.03.15 – durata 3’ 26’’