Un nuovo prodotto proveniente da bestiame nato in Italia e cresciuto in Toscana

Scritto da Sara Barbanera |    Maggio 2018    |    Pag. 14

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Foto G. Carpini

Fornitori locali

Nella patria della bistecca di chianina e del peposo dell’Impruneta, sulla “ciccia” non si scherza. In Toscana, una buona “rossa” è un capolavoro che parte dalla nascita e dall’allevamento, passa per l’arte della macelleria e arriva nel piatto a giusta cottura. Per valorizzare la qualità della carne bovina e far crescere gli allevamenti in Toscana, Unicoop Firenze ha avviato un progetto che sbarca ora sui banchi di otto punti vendita, per un primo test di gradimento su soci e clienti. Per conoscere più da vicino il progetto, abbiamo intervistato Simone Trucioni, manager settore carni Unicoop Firenze.

Quali le tappe e i risultati del progetto sulle carni bovine?

«Per Unicoop Firenze l’attenzione al prodotto locale non è una novità: la novità è la ricerca di allevatori locali con i quali costruire un piano di lavoro per selezionare le razze, migliorare il prodotto e dare il via a una linea di bovino nato in Italia e allevato e macellato in Toscana, precisamente in Mugello e in Maremma. Il progetto vede il forte coinvolgimento degli allevatori toscani con cui abbiamo messo a punto i criteri di scelta delle razze (puntando principalmente su limousine e charolaise), l’età (macellata entro i 18 mesi) e un’alimentazione controllata: il risultato è un prodotto più tenero, come ci chiede oggi il mercato, e complementare alla chianina, un animale da traino, con forti fasce muscolari che lo rendono più saporito ma meno morbido. Si è trattato di un lavoro complesso, che ha richiesto un cambiamento organizzativo e culturale, e uno sforzo collaborativo di tutti i soggetti della filiera, ma siamo arrivati alla prima tappa come da programma».

Quali le novità sul banco e come riconoscerle?

«Sul banco di otto punti vendita “test” arriverà il bovino adulto vitellone, quasi esclusivamente maschio, le cui parti più nobili, anteriore e posteriore, saranno lavorate in tutti i tagli come bistecche, bollito, magri, roastbeef o spezzatino. In più viene preparata anche una novità che punta ai più giovani e che è già disponibile in tutti i nostri punti vendita: un “hamburgerone” toscano, che richiama i big hamburger del classico panino, ma con un livello qualitativo alto e garantito. La realizzazione di questo prodotto è possibile oggi perché i capi vengono consegnati e lavorati nel nostro centro freschi di Pontedera dove svolgiamo ulteriori controlli e riusciamo a selezionare le parti migliori per un macinato di qualità. Sullo scaffale la linea sarà riconoscibile grazie a un’etichettatura e a una cartellonistica pensata ad hoc, per valorizzare la provenienza e le garanzie che questo prodotto offre».

I prossimi obiettivi?

«Come sempre, prima di tutto, ci interessa verificare il gradimento di soci e clienti in questi primi sei mesi di test. Se la risposta sarà positiva, l’intenzione è quella di incrementare i quantitativi e ampliare la distribuzione ad altri nostri punti vendita. Intanto, in questi primi otto, faremo delle vendite guidate, in presenza del fornitore che spiegherà direttamente ai clienti le caratteristiche del prodotto in termini di allevamento, alimentazione, sicurezza e qualità. Crediamo molto in questo progetto e abbiamo coinvolto tutti i direttori e capi reparto dei negozi interessati, che hanno risposto con entusiasmo, come sempre quando c’è un prodotto che parla toscano e valorizza il nostro territorio. Per partire al massimo ci sono tutti i presupposti: coinvolgimento, potenzialità di crescita e qualità sulla quale la parola spetta ora ai consumatori».

L’intervistato

Simone Trucioni, manager settore carni Unicoop Firenze

 

La nuova linea sarà presente nei supermercati di Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Novoli, Pontassieve, Vicchio e nei superstore di Montevarchi e Sesto Fiorentino.


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