Aumentano le intolleranze alimentari. Il consiglio: diffidare di test poco attendibili ed evitare "il fai da te"

Scritto da Alma Valente |    Febbraio 2006    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma. Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a collaborare con l'Informatore, con articoli inerenti la medicina. Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL). Dal 2001 ha iniziato l'esperienza di produttore di programmi televisivi. Attualmente cura e conduce su RTV38-Odeon "Salve Mercurio", trasmissione di educazione sanitaria che si realizza sotto l'egida della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze. Nel frattempo continua ad esplicare la sua azione di addetto stampa come free lance.

In certi casi gli alimenti possono essere causa di una reazione spiacevole e non desiderata. Sebbene il 20% della popolazione sia convinto di avere un'allergia alimentare, in realtà solamente nell'1-2% la diagnosi viene confermata da procedure diagnostiche appropriate. Per saperne di più su questo importante argomento siamo andati ad intervistare il prof. Roberto Manetti, specialista in allergologia e immunologia clinica e docente all'Istituto di clinica medica generale e terapia medica dell'Università degli studi di Sassari.

Allergia alla dieta 1
Cosa si intende per allergia alimentare?

L'allergia alimentare rientra nel più ampio capitolo delle reazioni avverse agli alimenti e può essere definita come una reazione del sistema immunitario nei confronti di un alimento o di un suo componente. Nell'ambito di questo capitolo rientrano sia forme patologiche legate alla presenza di particolari anticorpi (IgE) sia forme prodotte da linfociti specifici per un determinato alimento.

Ma l'allergia alimentare deve essere distinta da quella che, più comunemente, viene definita come "intolleranza"?
Certamente. In quest'ultimo caso, infatti, non è il sistema immunitario il direttore d'orchestra del processo, ma entrano in gioco altri meccanismi come, ad esempio, un difetto enzimatico che compromette il normale processo di assorbimento e metabolismo di alcuni zuccheri. Uno per tutti si può citare il deficit di lattasi, enzima che trasforma il lattosio contenuto nel latte.

Come si manifesta un'allergia alimentare?
Una reazione allergica nei confronti di un alimento può manifestarsi con sintomi molto vari che interessano diversi organi e che possono avere un diverso grado di gravità. Si può avere l'interessamento dell'apparato gastrointestinale con prurito e gonfiore dentro la bocca, vomito, dolori addominali, diarrea; oppure si possono avere lesioni cutanee come orticaria od eczemi; anche l'apparato respiratorio può essere coinvolto: si possono avere fenomeni di rinite, asma bronchiale od ostruzione delle alte vie aeree per edema della laringe. Un quadro particolarmente drammatico è lo shock anafilattico. In questo caso solamente un pronto intervento terapeutico può scongiurare la morte del paziente.

Quali sono gli alimenti più frequentemente coinvolti in una reazione allergica?
Dal punto di vista teorico ogni alimento può essere causa di una reazione allergica. Tra gli alimenti che più frequentemente causano reazioni allergiche troviamo arachidi, cereali che contengono il glutine (frumento, orzo, segale), crostacei, uova, pesce, soia, latte, noci, sedano, prugne, albicocche, ciliege, pesche.

Cosa dobbiamo fare in caso di sospetta allergia alimentare?
Per prima cosa consultare il medico, il quale darà tutte le indicazioni per una corretta diagnosi. Questa prevede un'accurata visita specialistica, eventualmente seguita da una serie di procedure validate capaci diportare ad una precisa diagnosi.

Allergia alla dieta 2
Cosa intende per procedure diagnostiche validate?

Attualmente esistono diverse metodiche che possono essere utilizzate per giungere alla diagnosi di allergia alimentare o di intolleranza. Sicuramente tra queste devono essere ricordati dei test da eseguire direttamente sul soggetto (prick test, patch test, breath test nell'intolleranza al lattosio, biopsia digiunale nel caso di sospetta celiachia, test di esposizione orale in doppio cieco) e dei test da eseguire su un prelievo di sangue (dosaggio delle IgE specifiche, ricerca degli anticorpi coinvolti nella celiachia).

Esistono anche delle procedure diagnostiche non validate?
Il fatto che alcune metodiche diagnostiche siano particolarmente complesse e richiedano un'organizzazione particolarmente accurata ha, verosimilmente, favorito il proliferare di metodiche sedicenti diagnostiche, "alternative" alla medicina ufficiale. Non esistono prove scientifiche che dimostrino l'attendibilità e l'utilità nel campo delle allergie ed intolleranze alimentari di metodiche come il test di citotossicità, il test elettrodermico, il D.R.I.A. test, l'elettroagopuntura, la chinesiologia applicata, la biorisonanza.

In sintesi, cosa deve fare un soggetto con allergia alimentare?
Ad oggi non esistono trattamenti per la cura definitiva delle allergie alimentari. L'unico rimedio veramente efficace è l'attenta astensione dall'alimento incriminato. In casi particolarmente a rischio anche minime quantità di un dato alimento possono dar luogo a reazioni gravi. A tal proposito deve essere accolta positivamente una direttiva dell'Unione Europea (2003/89/EC) in base alla quale sulle etichette dovrà essere esplicitamente indicata la presenza di particolari allergeni come arachidi, cereali, crostacei ed altri. È importante però sottolineare che la completa rimozione dalla dieta di uno o più alimenti deve avvenire sotto stretto controllo medico per evitare, in particolare nei bambini, carenze nutrizionali. Il medico, inoltre, sarà tenuto ad informare il paziente su quali dovranno essere le procedure terapeutiche da adottare nel caso di gravi reazioni allergiche.



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