La nuova campagna solidale per il restauro della fontana di Empoli

Scritto da Serena Wiedenstritt |    Dicembre 2017    |    Pag. 5

La Fontana delle Naiadi detta “dei leoni”

La Fontana delle Naiadi detta “dei leoni” - Foto R. Lena

Empoli

«Un simbolo per tutte le generazioni di empolesi, il posto dove ti porta il “giro” di Empoli e poi, siamo sinceri, chi da bambino non è mai salito a cavallo di un leone?». Chi parla è il sindaco Brenda Barnini, raccontando cosa significa per la città la fontana di piazza Farinata degli Uberti. È la fontana che Unicoop Firenze ha deciso di abbracciare con l’ultima campagna di crowdfunding partita lo scorso 27 ottobre, in occasione del decennale del Centro*Empoli.

Ma è anche la fontana che, in virtù delle statue che la circondano, nel parlare comune ha fatto ribattezzare il luogo che la ospita come piazza dei Leoni. «Per i cittadini - continua Barnini - è un posto familiare, del cuore, che ha anche un valore oggettivo perché a farle da sfondo c’è un luogo sacro come la Collegiata di Sant’Andrea. Purtroppo la fontana portava i segni del tempo, i leoni erano invecchiati e recentemente erano stati anche oggetto di atti vandalici: per questo si è resa necessaria un’opera di restauro e ripulitura che adesso, grazie all’impegno di Unicoop Firenze e alla mobilitazione della sezione soci, è un obiettivo raggiungibile». Per Barnini, il recupero del patrimonio artistico vuole essere una priorità di questo mandato amministrativo e le piazze, per l’opportunità che danno di viverle e di stare insieme, rappresentano un impegno fondamentale.

«Siamo felici della scelta di Unicoop Firenze e del metodo con cui la raccolta fondi verrà portata avanti - spiega il sindaco -. I cittadini si sentono coinvolti in questa campagna, sono protagonisti ed hanno la possibilità di riscoprire l’arte che li circonda. Secondo me il patrimonio artistico non deve essere oggetto di consumo, ma occasione di crescita. Quante volte facciamo tanta strada per andare a vedere una mostra ben pubblicizzata e non ci fermiamo ad ammirare i capolavori delle nostre città?».


Ambasciatori della fontana

Proprio per rispondere a questa esigenza di conoscenza la campagna Abbraccia Empoli è costellata di eventi che affiancano il percorso di crowdfunding online sulla piattaforma Eppela e il meccanismo della raccolta fondi con donazione alle casse di almeno 1 euro o 100 punti della carta socio. Già lo scorso 29 ottobre si è svolta la camminata dal Centro*Empoli al centro storico, per unire anche simbolicamente i due cuori della vita cittadina. Nelle prossime settimane le attività continueranno. Una tappa fondamentale sarà la formazione degli “ambasciatori” della fontana: i consiglieri della sezione soci Unicoop Firenze di Empoli e altri volontari avranno l’opportunità di essere istruiti dal professor Antonio Natali, già direttore degli Uffizi, e da altri esperti, sulla storia e le caratteristiche della fontana. Diventeranno così veri e propri ambasciatori capaci di raccontare ai cittadini di Empoli il valore storico e artistico dell’opera che la campagna si propone di restaurare.

Del resto la fontana dei Leoni si merita tutte queste attenzioni: fu ultimata nel 1828 sulla base del progetto di Giuseppe Martelli, architetto e ingegnere fiorentino esperto di idraulica. Per metterla in funzione furono realizzati onerosi lavori di canalizzazione delle acque che, dalle colline di Sammontana, raggiunsero la piazza cittadina. È composta da una base poligonale in pietra, ai cui estremi stanno quattro leoni accovacciati, da cui si innalza su una base marmorea il gruppo delle Naiadi che sorreggono la grande tazza circolare, da cui zampilla l’acqua.

Progetto Abbraccia Empoli

L’intervistata

Brenda Barnini, sindaco di Empoli

Video


Notizie correlate

restauro duomo volterra

Abbraccia Volterra

Una campagna per sostenere il restauro della cattedrale


Porta san paolo

Abbraccia San Paolo

Riprendono le iniziative a sostegno del restauro della chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno


I nuovi mecenati

Abbraccia il Battistero: l’iniziativa per far diventare il patrimonio artistico un bene di tutti