Un supermercato entro novembre, il più grande della Coop a Firenze

A Firenze qualcosa si muove
Le Piagge: un nome che è tutto un programma. Una striscia fra la strada statale pistoiese e l'Arno, un'estrema punta del comune di Firenze che arriva a lambire San Donnino, frazione di Campi Bisenzio. E' un quartiere nato negli anni '70, con case costruite per iniziativa pubblica e di cooperative di abitazione. Un quartiere lasciato a se stesso, con servizi ed esercizi nati a fatica e solo grazie alla pressione popolare. In questo contesto verrà aperto, entro novembre, un supermercato Coop di 2.500 metri quadri di area di vendita, il più grande punto di vendita Coop della città. Non solo un supermercato, ma una galleria commerciale e di servizi, una piazza pedonale. Insomma, un progetto di riqualificazione urbana che darà un nuovo assetto a tutto il quartiere.
E così la rete dei supermercati Coop, con dimensioni superiori a 700 metri quadri di area di vendita, passa da quattro a cinque dopo 25 anni: una situazione di stallo che è valsa solo per la Coop.
Questa volta non ci sono state barricate, proclami delle associazioni dei commercianti, referendum di politici in cerca di visibilità. Un po' perché la popolazione voleva fortemente questo servizio (sono arrivate cinquemila firme sul tavolo del sindaco, qualche anno fa). E forse anche perché la concessione a costruire è stata data a un privato e solo successivamente è stata acquistata dalla cooperativa.

Proposte sensate
L'apertura alle Piagge capita a fagiolo, nel dibattito intorno agli insediamenti commerciali. E' la riprova di una strategia precisa: la cooperativa non punta a costruire poche strutture gigantesche, ma strutture distribuite sul territorio. In questo modo si evitano, alle automobili, lunghe marce di avvicinamento e si consente a tanta gente di andare a fare la spesa a piedi, in bici ed in autobus. Insomma, ci sembra una scelta giusta per l'ambiente, per la vivibilità dei quartieri e delle città. Questa scelta pragmatica si scontra con le ideologie e i pregiudizi: se non è verde l'area è preda del cemento e della speculazione. Non è sempre così. Una piazza pedonale può essere più aggregante di un parco dove portare il cane a fare pipì; ci vogliono entrambi ma, se manca, occorre costruire la piazza. Le macchine ingorgano le nostre strade prive di parcheggi, non è che senza parcheggi le macchine spariscono: si vive peggio e basta. Occorrono spazi per la cultura e per l'aggregazione delle persone: un auditorium, sicuro e a norma di legge, con 800 posti può servire meglio di un capannone dismesso e coperto di amianto. Giusto salvaguardare il tessuto commerciale dei quartieri, ma occorre che anche questo si evolva premiando le professionalità e le specializzazioni. La rendita di posizione del negozietto a prezzi stratosferici non può essere difesa a scapito della pensionata sociale, dell'operaio che deve fare i conti col salario. Queste sono le considerazioni che la gente comune fa, per questo la cooperativa gode di popolarità e riesce ad ottenere un vasto consenso. Ne fanno fede le 15 mila firme raccolte in una settimana a difesa del progetto nella ex Longinotti.

Viabilità? Col 'centro' è meglio
Dichiarazione dell'ingegner Franco Tagliabue, responsabile della Direzione mobilità del Comune di Firenze, su Le Piagge e Gavinana
Per Le Piagge: 'Le previsioni del piano regolatore, in corso di realizzazione, stabiliscono la costruzione di un asse stradale (via dei Cattanei) che collega la zona di San Donnino a via Pratese. Dal lato di Peretola è previsto, in tempi relativamente brevi, il completamento degli svincoli autostradali'.
'Per la zona di Gavinana, l'attuale viabilità fra il viadotto Marco Polo e via Erbosa è da ritenersi sufficiente a sopportare la presenza del centro commerciale (progettato nell'area ex Longinotti, ndr)'.
'In entrambi i casi occorre tener conto che il diffondersi di strutture di questo tipo intorno a Firenze e nello stesso territorio comunale, assume una valenza sempre più locale. Pertanto non c'è da aspettarsi, né da temere, travasi di masse veicolari da provenienze fuori zona. Infine, ma non ultimo, l'ampia dotazione di parcheggi permetterà di razionalizzare e migliorare la situazione della sosta, che nel caso di Gavinana è al momento fuori da ogni controllo'.