Storie e risultati delle Cene galeotte

Scritto da Gianni Carpini |    Gennaio 2018    |    Pag. 5

Giornalista, blogger e videomaker.

Laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Siena, si occupa di contenuti per internet, strategia social e web, video produzioni e collabora con testate locali fiorentine per cui scrive approfondimenti e inchieste su temi di attualità.

Ha iniziato nel 2003 come giornalista radiofonico (syndication Cnr radio FM, Radio Cuore, Rdf 102.7) e ha lavorato per l’agenzia multimediale di RCS, per cui ha realizzato video anche per il sito Corriere.it.

Dal 2013 fa parte della redazione di Informacoop, la trasmissione tv di Unicoop Firenze.

cene galeotte volterra Volterra

«In galera puoi fare due cose: o metterti nei guai o crescere. Grazie a Dio, ho scelto la seconda». Questa seconda chance per Pierino Rosace, classe 1968, si chiama cucina. Dal 2010, dopo quindici anni di carcere, è rientrato in Calabria e a Gioia Tauro ha aperto il ristorante Vico Scuro insieme ai due figli. Di recente è tornato lì dove tutto è iniziato, la Casa di reclusione di Volterra. Lo ha fatto però da uomo libero come chef delle Cene galeotte, le stesse iniziative che gli hanno fatto scoprire questo mestiere. Una notte al mese, tra la primavera e l’estate, il penitenziario sembra quasi scomparire, lasciando spazio a un locale gourmet. Certo, intorno restano le “Mille sbarre” da cui questo ristorante sui generis prende il nome, ma per una sera il labirinto di cancelli della fortezza medicea è percorso da ospiti diversi. Arrivano da fuori: volterrani, turisti, appassionati di enogastronomia. Dietro ai fornelli, con l’aiuto di chef affermati, ci sono i detenuti, altri “colleghi” servono ai tavoli. Tutti sono assunti da Unicoop Firenze che fornisce anche le materie prime.

«Mi hanno detto che ero matto a tornare - confessa Pierino con un sorriso - ma mi è sembrata la giusta quadratura del cerchio. A Volterra ho iniziato a lavorare». Come lui, durante i tredici anni delle Cene galeotte, quasi trenta detenuti sono stati assunti dai ristoranti della zona, mentre l’istituto alberghiero della città continua a portare avanti, dentro al carcere, un corso enogastronomico che vede studiare fianco a fianco reclusi e ragazzi del territorio.

A tenere le fila del progetto, un modello per il reinserimento sociale dei detenuti, è Maria Grazia Giampiccolo, direttrice della Casa di reclusione. «Fino ad oggi quasi quindicimila persone hanno partecipato alle serate - spiega - e il ricavato, 300.000 euro, è andato a sostenere i progetti di solidarietà della Fondazione Il Cuore si scioglie». Non solo. Le cene aprono a tutti le porte della fortezza medicea, osserva il presidente della sezione soci Coop di Volterra Giovanni Furiesi, «e fanno sì che il carcere non sia un’isola per la città, dandoci una grande visibilità».

Negli anni, troupe da mezzo mondo hanno varcato la soglia del carcere per raccontare questa realtà, che ora è finita anche sul grande schermo grazie al film documentario Cene Galeotte di Fabrizio Laurenti, regista e sceneggiatore. Per tre anni ha seguito le serate, spiando con la telecamera il dietro le quinte. «Non mi aspettavo un rapporto tra gli agenti e i detenuti così umano - racconta -. Il messaggio del documentario è di non rimanere con la prospettiva che abbiamo, separando noi “fuori” e loro “dentro”. Siamo tutti esseri umani».

E cosa rimane a chi esce dalle “Mille sbarre”? Pierino Rosace conserva ancora una ricetta, la terrina di piccione: «La chiesi allo chef Gilberto Rossi durante una Cena galeotta. Mi aspettavo che mi guardasse dall’alto in basso, visto che ero un detenuto, invece mi disse: “prendi la penna”. Più che la ricetta, ho apprezzato il gesto, lo ha fatto con una semplicità disarmante».


Come partecipare

Le Cene galeotte nella Casa di reclusione di Volterra riprendono venerdì 23 marzo con gli chef Edoardo Tilli del Podere Belvedere di Pontassieve e Andrea Perini del ristorante Al 588 di Bagno a Ripoli. Previste altre quattro date: 27 aprile, 25 maggio, 29 giugno e 10 agosto. L’apertura al pubblico è alle 19.30, la cena inizia un’ora dopo. Costo: 35 euro a persona. È necessario prenotare e fornire i propri dati anagrafici per entrare nel carcere.

Info: Argonauta Viaggi, tel 0552345040


Gli intervistati

Pierino Rosace, ristoratore

Fabrizio Laurenti, regista

Maria Grazia Giampiccolo , direttrice della Casa di reclusione

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