Categorie: teatro

Di Sergio Casesi. Con Fulvio Cauteruccio, Domenico Cucinotta, Roberto Visconti, Carlo Sciaccaluga, Francesco Argirò. Alla fisarmonica Francesco Gesualdi. Musiche Ivan Fedele. Scene André Benaim. Costumi e immagini Massimo Bevilacqua. Colonna sonora Giancarlo Cauteruccio. Elaborazione video Alessio Bianciardi. Ricerche iconografiche Anna Giusi Lufrano. Direttore di scena Emiliano Gisolfi. Assistente alla regia Francesca Caruso In Stage Per Uniroma. Regia Giancarlo Cauteruccio.

In prima nazionale.

La vita, il carattere libertario, creativo di Alexandros Panagulis e la sua lotta impari contro la dittatura dei colonnelli nella Grecia degli anni Settanta.

Giancarlo Cauteruccio dirige “Prigionia di Alekos” di Sergio Casesi, il vincitore del Premio Pergola per la nuova drammaturgia. Con Fulvio Cauteruccio e Roberto Visconti.

Nel libro “Un Uomo” Oriana Fallaci dimostra che la libertà di un solo individuo può davvero inceppare il sistema, far saltare le certezze di un regime totalitario, smascherare e forse superare, le miserie proprie degli uomini indispensabili ad ogni regime. È questa volontà dell’immaginazione che “Prigionia di Alekos” vuole inscenare, lo spazio della fantasia, del sogno e della speranza di Alexandros Panagulis. L’Eros della creazione è sempre eversivo, libertario, rivoluzionario. Questo è anche il desiderio profondo di questo testo.

Note dell’autore

“Molte domande si incrociano oggi sul teatro, sul ruolo sperduto del drammaturgo, sullo scrivere. E molte domande sul ruolo politico del teatro, sulla sua mancata centralità. Sembra indebolirsi l’idea di teatro come luogo della coscienza, della riflessione. Come luogo della parola, del gesto, dell’incontro e della coscienza.

‘Prigionia di Alekos’ tenta di porsi nel punto di intersezione di queste domande, e lo fa attraversando il mito moderno di Alexandros Panagulis, nuovo prometeo, come descritto da Oriana Fallaci in ‘Un Uomo’. Il racconto di colui che sconfisse la dittatura dei colonnelli con la poesia e la creatività ci permette di indagare i valori profondi dell’esistenza umana, i fondamentali della vita, elevando la libertà individuale a spazio politico condiviso, a pensiero etico e spirituale. In ‘Prigionia di Alekos’ l’immaginario di Panagulis viene messo in scena prendendo il sopravvento sulla realtà che pure c’è e si fa sentire attraverso la tortura, la privazione, l’incubo e l’umiliazione.

Avranno così spazio Dalì, uomo/scarafaggio e amico fidato, un indovino cieco, un moderno Tiresia stanco e deluso e poi i carcerieri fino a Caronte per la catabasi dell’eroe. Ma ‘Prigionia di Alekos’ cerca anche di portare avanti il discorso della scrittura per il teatro. La lingua del teatro è cresciuta moltissimo nel secolo scorso e tocca ai drammaturghi di oggi porsi la domanda di come raccogliere tutte le esperienze, anche lontanissime fra loro, e comporre un nuovo vocabolario per la scena. È una responsabilità che non si può evitare.

In un certo senso l’esperienza di Panagulis deve essere riportata dal piano etico e politico anche all’aspetto tecnico, artigianale, della scrittura. Dobbiamo credere ad un nuovo teatro possibile. A un nuovo teatro classico. E dobbiamo volere un nuovo ruolo sociale per i drammaturghi come per tutti gli artisti veri e i filosofi. È necessario ridare alla nostra civiltà un teatro vivo, vero, scritto, su cui riflettere e confrontarsi, che sappia comunicare con il pubblico con una lingua nuova ma perfettamente conosciuta”. (Sergio Casesi)

Tutte le date

Da: 13/02/2018 - ore 21:00

A: 14/02/2018

Teatro Niccolini - Teatro della Toscana

Agevolazioni per i soci.

Contatti

0550763333

www.teatrodellatoscana.it 

Prezzo per i soci: 12,00 €

Prezzo per i non soci: 14,00 €