Categorie: teatro

Di e con Tindaro Granata. Disegno luci Matteo Crespi. Suoni e luci Cristiano Cramerotti. Allestimento Margherita Baldoni e Guido Buganza.

Definire “Antropolaroid” non è semplice: ad oggi non c’è nulla di paragonabile al lavoro originalissimo di Granata. Forse dovremmo chiamare in causa Charlie Chaplin, ma anche il teatro dei racconti e della terra sicula o semplicemente un lavoro sull’immaginazione, la musica, la memoria.

“Antropolaroid”, spettacolo di cupa bellezza, struggente, attraversato da un’inquietudine dolorosa, dove a tratti si coglie ugualmente, amaramente, l’occasione di ridere, per la caratterizzazione dei personaggi, il loro susseguirsi sulla scena, per l’abilità stessa dell’attore nel trasformarsi: tante le metamorfosi.

Straordinario Tindaro Granata da solo racconta di figure familiari, di generazioni, di una terra, la Sicilia, da cui anche allontanarsi. Con il proposito di andare a Roma, diventare attore, fare del cinema…

Perché dentro questo spettacolo ad alta condensazione ed intelligenza teatrale, ci sono, rielaborate con molta sensibilità, schegge di storia dello stesso interprete in scena, con quel titolo che fonde insieme la ricerca antropologica con lo scatto fotografico, la memoria trattenuta nell’immagine, racconto tramandato, vissuto profondamente.

“Antropolaroid” è creazione teatrale colma di molte emozioni, per il testo, la recitazione, per la concretezza e l’universalità della narrazione, il ritmo avvolgente.

Tindaro Granata passa attraverso i decenni in molteplici ruoli, ad ogni età, maschio o femmina, tra giochi, balli, lavoro, relazioni familiari, paure, brevi passaggi ogni volta a comporre dialoghi, legami, situazioni, lui solo e tanti.

La novità di uno spettacolo come “Antropolaroid” sta nell’utilizzo di una tecnica, antica, come quella del ‘cunto’, che viene scomposta e il meccanismo del racconto viene sostituito dalla messa in scena dei dialoghi tra i personaggi del racconto. Non vengono narrati i fatti, ma i personaggi parlano tra di loro e danno vita alla storia.

“Piacevoli conversazioni” è un progetto di conoscenza, da parte del pubblico, del lavoro artistico e del mestiere di un artista. Il Magnolfi dedica questa stagione a quattro artisti (singoli e collettivi) che presenteranno i propri spettacoli e che incontreranno il pubblico che li avrà scelti per raccontarsi e dialogare con loro del proprio mestiere d'attore, ma anche dei propri percorsi artistici, dei sogni e delle ansie della propria arte, di ciò che per un attore significa confrontarsi con il proprio pubblico. Dieci giorni per ogni artista, con spettacoli dal venerdì alla domenica e “piacevoli conversazioni” con il pubblico dal martedì al giovedì. Non un laboratorio, bensì la sperimentazione di un modello di formazione del pubblico che parte dalla conoscenza ravvicinata del lavoro d’attore, insieme ed oltre la visione dello spettacolo.

Martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 gennaio, alle ore 19, i possessori di biglietto o abbonamento (per uno o entrambi gli spettacoli) o di Box Tindaro Granata, possono partecipare a delle serate di “piacevole conversazione” con Tindaro Granata (Teatro Magnolfi).

Tutte le date

Da: 19/01/2018 - ore 20:45

Fondazione Teatro Metastasio - Teatro Magnolfi

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