Autunno 2015: Unicoop Firenze dona centomila euro all’Accademia della Crusca per finanziare le attività di ricerca

(nella foto Villa medicea di Castello, sede dell'Accademia della Crusca)

2016: incontri ed iniziative a sostegno dell'Accademia della Crusca

La Crusca si racconta. Nel corso del 2016 si sono susseguiti, nelle Bibliocoop (gli oltre trenta centri di prestito libri) e nei centri commerciali, incontri con esperti e ricercatori dell’Accademia per spiegare l’evoluzione della lingua italiana e chiarire i dubbi che quotidianamente si pone chi scrive ma anche chi parla.

Gli Stravizzi. A questi incontri si sono affiancate altre iniziative per finanziare l'Accademia, tra cui gli Stravizzi, occasioni conviviali alla maniera degli Accademici della Crusca nel XVII secolo, alla scoperta di antiche ricette e nuove parole dell'italiano a tavola, con l'intervento di ricercatori e membri dell'Accademia, in collaborazione con vari Istituti alberghieri.

Dal 29 settembre al 2 ottobre 2016 Firenze ha ospitato la “Piazza delle lingue”

Quattro giornate per parlare della lingua fiorentina, della sua evoluzione storica e della sua attualità. Lo sguardo di studiosi ed esperti si è focalizzato sulle radici del legame tra la lingua di Firenze e quella nazionale e sull’attualità del fiorentino, dal mondo dell’arte a quelli della moda e della politica. La manifestazione è organizzata dall’Accademia della Crusca in collaborazione con Unicoop Firenze. 

Il manifesto dell'iniziativa Unicoop Firenze e Accademia della CruscaScopo dell’Accademia è “separare il fior di farina (la buona lingua) dalla crusca”, così i “cruscanti” definirono la loro azione tra il 1582 e la fine del secolo e così nacque un’istituzione che è arrivata ai tempi nostri come la più autorevole nella definizione, nella tutela e nella promozione della lingua italiana.

È sbagliato, però, pensare alla Crusca come un’istituzione chiusa, con personale dedito a studi fini a se stessi. In realtà l’azione dell’Accademia entra nel vivo della comunicazione linguistica, nelle relazioni sociali e culturali della società italiana.

Nelle stanze della Villa medicea di Castello presso Firenze, sede dell’Accademia dai primi anni settanta, si esaminano testi, giornali, si ascoltano trasmissioni, si risponde alle domande che pervengono da internet o dal telefono.

Insomma un’attività intensa, che dà risultati interessanti e alla portata di tutti. In momenti come questi di attenzione alla spesa pubblica con i finanziamenti statali sempre più scarsi, non è solo di soldi che ha bisogno un’istituzione come l’Accademia, ma di ribadire il suo ruolo e la sua utilità civile e culturale.

Questo l’intento di Unicoop Firenze con le parole del presidente del Consiglio di sorveglianza, Daniela Mori:

«Quello che offriamo all’Accademia della Crusca è un rapporto “a tu per tu” con la gente, con i cittadini e i nostri soci. Un modo per far capire che un centro di ricerca della lingua italiana non è affatto una questione d’accademia, ma un luogo dove si creano i valori che più ci stanno a cuore: identità e cittadinanza».

«L’aiuto di Unicoop Firenze alla Crusca è arrivato nel pieno della nostra crisi finanziaria – dichiara Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia -, ma presto abbiamo visto che questa era anche l’occasione per un salto di qualità. Ci si offriva il modo di avvicinarci a un pubblico più vasto, come ai tempi della sottoscrizione popolare lanciata nel 1990 dal presidente dell’Accademia Giovanni Nencioni e dal giornalista Indro Montanelli. Le crisi, a volte producono combinazioni nuove, opportunità da non perdere».

Proverbi toscani

Proverbi toscani suggeriti dall'Accademia della Crusca con illustrazioni di Lido Contemori

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